COMUNITA' PROVVISORIA

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assemblea a bisaccia

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sabato 19 gennaio alle ore 16
BISACCIA, centro anziani
assemblea provinciale per la salute e il paesaggio

presenteremo la raccolta delle firme e faremo il punto sulle nuove iniziative da intraprendere. da troppi giorni stiamo assistendo a una campagna portata avanti da sedicenti studiosi secondo i quali i rifiuti devono essere collocati nelle nostre zone.  è il momento di rispondere e di far valere le nostre ragioni.  __ franco arminio  

riporto di seguito 2 commenti presi poco fa tra tutti gli altri: danno fortemente il polso della situazione: purtroppo DRAMMATICO per l’IRPINIA !  il primo commento è di Franco, e fa capire bene di che pasta è fatto Franco (e questo anche in risposta a tutta una serie di commenti anonimi e velenosi postati nel mese di dicembre); il secondo è di Pino Cerrato (che non conosco ma che ringrazio e saluto), di Salerno che teme per noi, per la nostra verde terra.

Le adesioni continuano, siamo a 400, giungono da tutta Italia, soprattutto da IRPINI lontani per motivi di lavoro.

Condividendo una mail di Michele Fumagallo, il BLOG della COMUNITA’ PROVVISORIA deve riprendere la sua attività di pensiero e scrittura. Proveremo quindi a montare, dopo i 2 commenti, alcuni scritti di Michele, di Antonio, e altri. Invito tutti i lettori a riavviare i POST sul BLOG.  Cercheremo come riservare comunque massima leggibilità a attenzione alla PETIZIONE.   __a.v. + a.r.

se ce la fate a non farvi venire mal di cuore segnaliamo l’intervista allo ‘scienziato’ di napoli, il geologo De medici, autore di uno studio portato al Commissariato di Governo e in questi giorni rispolverato e portato in dono a Prodi e a De Gennaro; nell’intervista, di Luigi Necco, lo ‘scienziato’ spiega perchè i rifiuti devono essere portati a : VALLESACCARDA, VALLATA, LBISACCIA e LACEDONIA http://it.youtube.com/watch?v=B-NW5CuYF1E

 

  1. franco arminio:   ho trascorso un’altra giornata intorno ai rifiuti. ho partecipato a una riuonione politica e alla fine mi sono ritrovato solo, ma ho espresso con molta nettezza il mio dissenso, come si potrà leggere domani su tutti i giornali irpini. c’è ancora gente che pensa solo a come ripararsi la poltrona.
    proprio perché abbiamo a che fare in campania e in irpinia con una classe politica che pensa solo ai cazzi propri dobbiamo intensificare la nostra battaglia.
    attenzione: l’idea è di scaricare sulle zone più incontaminate dell’irpinia gran parte dei rifiuti che si producono in campania.
  2.  pino cerrato  pincerr@yahoo.com : Conosco la zona del Formicoso e credo che abbia delle caratteristiche paesaggistiche assolutamente uniche in Italia. A mio avviso già le pale eoliche costituiscono una forma di violenza, immaginatevi adesso cosa può significare una discarica.  Adesso la situazione è preoccupante perché ho paura che i rifiuti delle zone più urbanizzate li vogliono spostare nelle zone più “deboli”, vogliono devastare anche le vostre zone. Se ne parlava anche stasera a “porta a porta”. Aderisco anche io alla petizione. Cerrato Giuseppe. Salerno.

m.fumagallo: … Non mi dilungo perchè è un argomento delicato e forse anche difficile. Ma è sotto gli occhi di tutti che se si vuole davvero “moralizzare” la vita pubblica bisogna non solo potare dove c’è parassistismo e clientelismo ma anche tagliare in radice ciò che è pericoloso in sé.
Un movimento che nasce attorno alla questione rifiuti e che non affronta questa tematica della crisi istituzionale rischia di essere un movimento tra i tanti, che forse può vincere e forse no, ma che non lascia gran ché per il futuro.  N.B.:  in ‘commenti’ l’intero testo di Michele.

a.romano: … Ho apprezzato molto l’articolo di Franco Arminio comparso su Ottopagine del 15 gennaio 2008.  … La dice lunga sulla natura del PD Campano e nazionale, sull’equilibrio precario ma stabile sul quale si regge un sistema di potere che ha a cuore l’interesse di pochi. Devo ammettere, pur non condividendo l’idea del PD, che la posizione assunta da Franco è l’unica possibile, in una terra dove non esista una seria opposizione morale, culturale, politica. 

N.B.: in ‘commenti’ l’intero pensiero di Antonio; per leggere l’articolo su Ottopagine, vai  sul Blog di Antonio Romano  http://antonioromano75.wordpress.com/2008/01/15/pd-leoni-belanti-e-pecore-ruggenti/

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Written by comunitaprovvisoria

18 gennaio 2008 a 4:45 pm

13 Risposte

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  1. Caro Franco,

    non è questione di studiosi, sebbene va sempre rimarcato che gli studiosi “non esistono”, o meglio esistono solo per i subalterni e le pecore (noi siamo lupi, abbiamo detto in altre occasioni). Gli “studiosi” sono perlopiù “consiglieri del principe”. Il problema, invece, è che ci sono delle opinioni e vanno tutte ascoltate, anche quelle dei cosiddetti scienziati o tecnici (che, ripeto, “non esistono”, ma ne parliamo un’altra volta).
    Non ci lasciamo quindi impressionare dai cosiddetti “sapienti” (“Signore ti ringrazio perché hai rivelato questo ai semplici e lo hai nascosto ai sapienti” recitava un tale).
    Piuttosto, visto che ormai la mobilitazione contro l’uso improprio del territorio sembra partita da parte di molti, mi permetto di insistere che dobbiamo urgentemente rafforzare la petizione con il connubio crisi dei rifiuti-crisi istituzionale. Non è solo questione di “Casta”, come ha ben descritto il libro di Stella-Rizzo e prima il saggio di Villone-Salvi sul “Costo della democrazia”, ma di crisi paurosa che si è aperta nelle vecchie istituzioni con l’avvento della globalizzazione, che è cosa reale non un invenzione ideologica, e, nel nostro continente, con la messa in moto dell’Unione Europea come “nuovo stato”.
    Tutto questo per ripetere che dobbiamo alzare il tiro contro le vecchie istituzioni e soprattutto contro quella più devastante perchè davvero “antistorica”. Mi riferisco alla Regione che non ha più ragione di esistere (da questo punto di vista il costituzionalista non poteva prevedere, in quegli anni di scrittura della Costituzione, ciò che sarebbe accaduto molto tempo dopo) ed è diventata, nello stato forse istituzionalmente più debole dell’Unione Europea (l’Italia),un’istituzione pericolosissima indipendentemente dalle scelte che fa. E’ un’istituzione che usurpa un potere che appartiene alla Regione vera, cioé l’Italia. E’ un’istituzione che ha dato un contributo notevole alla disgregazione del vecchio stato nazionale (per questo le regioni sono praticamente molto amate dalla Lega), che andava riformato, ma nel senso della costruzione del nuovo stato europeo, non nella logica dei vecchi stati nazionali e delle vecchie istituzioni. Le Regioni, poi, per mantenere un loro ruolo, “devono” (sottolineo: devono) in qualche modo impedire una forte riformna e autonomia dei Comuni, veri punti forti di un’autonomia locale autentica.

    Non mi dilungo perchè è un argomento delicato e forse anche difficile. Ma è sotto gli occhi di tutti che se si vuole davvero “moralizzare” la vita pubblica bisogna non solo potare dove c’è parassistismo e clientelismo ma anche tagliare in radice ciò che è pericoloso in sé.
    Un movimento che nasce attorno alla questione rifiuti e che non affronta questa tematica della crisi istituzionale rischia di essere un movimento tra i tanti, che forse può vincere e forse no, ma che non lascia gran ché per il futuro.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    15 gennaio 2008 at 4:19 pm

  2. caro michele
    in questi giorni come puoi immaginare ho toccato con me il disfacimento di cui tu parli.
    dobbiamo dare una risposta alta e non sempici no.
    il mio sogno è un territorio che vada dalla maiella al pollino, un’unica comunità montana, nel cuore del mediteranneo.

    franco arminio

    15 gennaio 2008 at 6:31 pm

  3. Caro Franco,
    la suggestione della comunità dalla Maiella al Pollino, è ottima e scusami se, prima di dire la mia consueta cazzata, scendo troppo sul privato (ma il privato, come sai, è politico). Raccontando che io ho iniziato la mia “carriera” (la metto tra virgolette perchè è stata assolutamente sui generis) giornalistica sul quotidiano “Il Manifesto” (che è stata e continua ad essere anche la mia casa politica) prendendo a sperimentazione e oggetto di cronaca privilegiata, ma poi ho fatto anche il “pazzo” espandendomi oltremisura, un territorio “interno” che abbracciava la striscia tra le due pianure, la campana e la pugliese, e che corrisponde alla Lucania, alla Campania interna, al Molise. Mi commuovi e mi inviti quindi a nozze quando mi parli di questa striscia di montagne. Inoltre mi ricordo che tu o qualcun altro mi aveva definito tempo fa “paesologo ante litteram” penso per farmi un complimento anche se tu sai che io sono di assoluta cultura “metropolitana” e anzi penso che i paesi si possano “salvare” solo dall’alto di quella cultura.
    Adesso però, dopo questa divagazione troppo personale di cui chiedo scusa, devo dire che non è uno scherzo la riforma istituzionale. E’, scusami la brutalità, tutto o quasi oggi nella nostra vecchia Europa.
    Al di là della suggestione soprannominata, noi dobbiamo costruire nel nostro territorio, e in tutti i territori (insisto su questa parola),
    il Nuovo Municipio. E dobbiamo liquidare urgentemente tutto ciò che si oppone a una riforma dei Comuni in chiave moderna (un’aggregazione di 80/100 mila abitanti). Poi dobbiamo ricostituire l’unità della nazione (ex)in chiave regionale (una vera lotta contro le degenerazioni leghiste di fatto antifederaliste), quindi lottare contro tutto ciò che si oppone alla liquidazione dei vecchi stati nazionali per uno stato (federale?) europeo. Questo è, non ridere, il programma di persone “alte”. E dico di non ridere perchè sempre, nella storia, i grandi progetti, quelli che cambiano in positivo la vita degli uomini, sono stati portati avanti da un gruppo di “scalmanati” (non mi viene una parola migliore) o presunti tali. Ovviamente non saremo noi, questo è sicuro. Ma sicuramente non saranno tutti quelli che ci circondano, penso per esempio agli uomini della politica ufficiale che, nella migliore delle ipotesi, sono ridicolmente nell’ottica della baby-politica: baby consiglieri comunali, baby sindaci, baby presidenti di regione, baby presidenti del consiglio, baby commissari europei.
    Ma che c’entriamo noi, adulti, con i bambini della politica?
    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    15 gennaio 2008 at 9:00 pm

  4. cercavo sul web il numero di telefono di casa di Michele Fumagallo, ho trovato invece una sua recensione, sul Manifesto di ieri, sulla mostra ‘Il vangelo secondo Matera’ con presentazione del libro omonimo che raccoglie il patrimonio fotografico di Domenico Notarangelo sui set contrapposti di Pier Paolo Pasolini (Il vangelo secondo Matteo, 1964) e Mel Gibson (The Passion, 2004).
    per chi vuole approfondire e per coloro che amano matera :
    http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/15-Gennaio-2008/art58.html

    angelo verderosa

    16 gennaio 2008 at 12:03 pm

  5. L’UNICA SOLUZIONE E’ LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

    Provo ad annotare altri commenti in merito all’ormai abusato tema che ci affligge da troppo tempo: i rifiuti di Napoli e della Campania. A riguardo, penso che le responsabilità politiche e morali (ma anche penali) siano molteplici e complesse, ed investano vari livelli di gestione: locale, regionale e nazionale. Senza dubbio Prodi non è l’ultimo ma nemmeno il primo colpevole. Poiché la gestione del problema è stata affidata ad un livello di natura commissariale, le responsabilità dipendono anche e soprattutto, ma non solo, dal governo nazionale. Inoltre, poiché la cosiddetta “emergenza” dura e si trascina ormai da anni, esattamente da oltre un decennio, è evidente che le responsabilità non sono da ascrivere soltanto al governo Prodi, bensì anche ai governi precedenti.
    Fatta questa doverosa premessa, non penso di dire una banalità quando affermo che i principali responsabili del disastro sono gli amministratori locali, dal momento che la gestione di un problema come quello dei rifiuti e del ciclo dei rifiuti, è di ordine territoriale, ossia locale. Pertanto, le principali responsabilità vanno ascritte agli esponenti di maggior spicco delle amministrazioni locali in Campania, vale a dire Rosa Russo Iervolino in qualità di sindaco del Comune di Napoli, e Antonio Bassolino nella triplice veste di commissario straordinario dell’emergenza, sindaco della città partenopea e governatore della regione.
    Precisate le responsabilità storico-politiche e morali (che, ripeto, sono molto più vaste e complesse rispetto a quelle sopra enunciate), la soluzione più razionale, più giusta e compatibile con le esigenze ambientali e sanitarie, è una sola: la raccolta differenziata.
    Gli inceneritori non risolvono affatto la questione, ma la aggravano ulteriormente, introducendo altri pesanti fattori di inquinamento e devastazione ambientale, sociale e di corruzione politico-economica. I sistemi di incenerimento dei rifiuti rappresentano un’imperdibile e preziosa occasione per accumulare enormi fortune economiche, a cominciare dalle ditte appaltatrici che si occupano della costruzione degli impianti stessi, che in Campania sono affari gestiti dai clan camorristici. Aggiungo che i profitti non sono una prerogativa riservata esclusivamente al sistema imprenditoriale criminale, ma anche un appannaggio del circuito economico “legale”.
    Sta di fatto che i mass-media ufficiali (stampa e televisione, pubblica e privata) stanno cercando di imporre, attraverso ripetuti bombardamenti di inganni e menzogne, la logica degli inceneritori quale unica soluzione possibile e praticabile, mentre la strada da percorrere è soltanto una, la più semplice, facile, ecologica ed economica: quella della raccolta differenziata. Da promuovere attraverso campagne capillari di educazione civica ed ambientale (nelle scuole ed ovunque sia opportuno e necessario), mediante appelli, assemblee ed altre iniziative di informazione e sensibilizzazione morale, ma anche con il ricorso a strategie eventualmente “repressive” (ovvero multe e sanzioni amministrative), se necessario. Sempre meglio delle infiltrazioni camorriste, dell’inquinamento ambientale, sempre meglio della corruzione politica, dello scempio e della devastazione del territorio, sempre meglio del pericolo sanitario costituito dalle epidemie e dalle affezioni tumorali.

    Lucio Garofalo

    comunità provvisoria

    16 gennaio 2008 at 12:46 pm

  6. caro michele
    bella l’immagine della politica bambina, ma nel senso di piccola.
    come vedi mi sto spendendo in ogni modo, senza lesinare energie.
    sabato a bisaccia è una buona occasione per lanciare il discorso maiella-pollino
    f.a.

    franco arminio

    16 gennaio 2008 at 1:24 pm

  7. sono originario e abito a napoli, un paio di mesi fa ho preso un appartamentino a bisaccia perchè da anni mi sono reso conto che sto all’inferno. ho girato un pò per montagne e per colline, infine mi sono fermato in alta irpinia, non c’ero mai stato e mi è sembratto un idillio. poi ho saputo che un gruppo di infami sedicenti intellettuali miei concittadini vuole intasare notte e giorno i sentieri di campagna della vostra terra di file chilometriche di tir colmi di spazzatura. allora ho capito che l’invidia è una brutta bestia, abbiamo inguaiato napoli con la nostra perversione e ora dobbiamo inguaiare anche gli unici posti che ancora ci ricordano che “fatti non siamo a viver come bruti”. bene, cioè male, malissimo

    sergio gioia, studente universitario

    sergio gioia

    16 gennaio 2008 at 2:19 pm

  8. Questa è la battaglia più grande. Chi non vi partecipa non ha capito niente.

    mario biondi

    17 gennaio 2008 at 1:19 am

  9. comunitari tutti, anche i comunitari visti solo la prima volta a settembre, domani a Bisaccia è una bella occasione per rivederci

    angelo verderosa

    18 gennaio 2008 at 6:05 pm

  10. Essere “contro la discarica” e contro coloro che ora tacciono, per poi ricomparire, è il minimo che si possa fare!
    Salvatore Salvatore

    Salvatore Salvatore

    18 gennaio 2008 at 11:39 pm

  11. Ragioni femiliari molto gravi mi impediscono di essere presente, ma esprimo la mia totale adesione l vostro progetto, da Arianese, da Molisannita, da montanaro testardo ed utopista. la vostra è da sempre la mia battaglia, contro I napoletani ed il loro lacchè avellinesi.

    emiliorex

    18 gennaio 2008 at 11:54 pm

  12. “E’ un territorio che non esce
    dalla notte. E che non troverà soluzione”: con questa dura metafora lo
    scrittore Roberto Saviano http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano
    , autore del best seller ‘Gomorra’, che
    racconta dei guasti che la criminalità organizzata provoca in Campania

    “E’ una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire
    divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino
    condiviso e inevitalbile come il nascere e il morire, perché chi
    amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, come
    le più vane delle discussioni bizantine e chi è all’opposizione sembra
    divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che
    interessato a modificarne i meccanismi.”

    Andatevi a vedere questi
    filmati: : http://it.youtube.com/watch?v=TkPQ31d6U7k

    Veloce intervista al Dr. Stefano Montanari, superesperto di nanopatologie,
    per capire perche’ dobbiamo dire no agli inceneritori (e alle centrali a
    carbone e a turbogas),
    http://it.youtube.com/watch?v=iKRNIBaS-gM&feature=related

    Per quelli piu’ pazienti che REALMENTE vogliono capire cosa e’ successo
    a Napoli negli ultimi due decenni, chiedo un ultimo sforzo, leggete
    l’articolo che il DR. Montanari ha scritto oggi sul suo blog:

    http://www.stefanomontanari.net/index.php?ption=com_content&task=view&id=361&ac=0&Itemid=1

    http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=361&ac=0&Itemid=1

    Smettiamola di ragionare con la testa di chi lavora per mandare il nostro
    cervello all’ammasso.

    Alternative agli inceneritori:
    http://it.youtube.com/watch?v=o8De1Qt_wGU

    Veloce intervista al Dr. Stefano Montanari, superesperto di
    nanopatologie, per capire perche’ dobbiamo dire no agli inceneritori (e
    alle centrali a carbone e a turbogas),
    http://it.youtube.com/watch?v=iKRNIBaS-gM&feature=related http://it.youtube.com/watch?v=iKRNIBaS-gM&feature=related

    Enzo Maddaloni

    18 gennaio 2008 at 11:59 pm

  13. Gli evidenti errori di battitura rendono ancor più chiara la rabbia e la determinzione per una bttaglia che finirà soltanto quando saremo liberi ! Non voglio morire avellinese!!!

    emiliorex

    19 gennaio 2008 at 12:02 am


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