COMUNITA' PROVVISORIA

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un post sul post-assemblea

rifiuti-scuolabus.jpg   non mi aspettavo tanta partecipazione ieri sera a Bisaccia; eravamo oltre 200 persone; ho visto una popolazione attenta, rispettosa, silenziosa; abituata a riflettere e a discutere. Civilmente. Ha fatto bene Franco Arminio a scegliere Bisaccia per avviare un giro di incontri sul territorio sia nel merito del problema RIFIUTI sia per parlare dell’idea di una regione alternativa alla fascia costiera, una regione dell’entroterra appenninico meridionale, che potrebbe andare dal Pollino alla Maiella, tanto per rimarcare lo slogan di questo Blog. Insomma ‘sentire’ la popolazione del nostro territorio in merito all’idea (e all’esigenza) di staccarci da Napoli. C’è in proposito un Post di Antonio Romano. 

Non mi è piaciuto il Corriere di oggi che scrive di un’assemblea di Solimene (presidente C.M. Ufita) a Bisaccia, per raccogliere firme alla sua petizione per la provincializzazione dei rifiuti; il giornale cita solo i sindaci e i politici presenti.

L’assemblea e la petizione non erano di Solimene; puntualizziamolo almeno per i lettori di questo Blog e per tutti coloro (400 finora) che hanno SOTTOSCRITTO (con nome e cognome) la petizione qui avviata e pubblicata.

Durante il mio breve intervento ho cercato di ragionare (e di testimoniare) su queste idee, forse meno politiche e più pragmatiche, dato che mi occupo di altro:

1. Se siamo in un’EMERGENZA, prima di usare la forza militare per scavare nuovi fossi in Irpinia, forse bisognerebbe VIETARE immediatamente ai cittadini della Campania di continuare a portare altri rifiuti in strada quali: CARTA, CARTONE, POLISTIROLO, PNEUMATICI, TELEVISORI, FRIGORIFERI e tutti quelli che sono rifiuti ‘secchi’ e che vediamo continuamente in televisione in diretta da Napoli. 

2. Se siamo in un’EMERGENZA, prima di spostare le ecoballe dagli attuali CDR per portarle a 100 km. di distanza (oggi si parla di Teora, di Montella, domani chissà a chi tocca) per poi riportarle ai termovalorizzatori (altri 100 km., quando sarà), forse conviene individuare SITI di STOCCAGGIO nelle immediate vicinanze degli stessi CDR (è ragionevole un raggio di 10-15 km.).   A chi conviene portare a spasso la spazzatura ? Perchè si continua a ragionare in questo modo ? Perchè si continua a vedere lo spazio libero e verde della nostra terra come un “vuoto” da riempire con la spazzatura?

Qualcuno per favore illustri al Governo e al Commissario De Gennaro (speriamo lo facciano subito  i nostri attuali rappresentanti politici di ogni partito e di ogni grado), nonchè agli intellettuali e agli scienziati dell’Assise di Palazzo Marigliano (in primis De’ Medici), che un territorio integro, libero, verde, sano -com’è ancora in gran parte la nostra Irpinia e in generale l’intero territorio sub.appenninico interno della Campania- è necessario e sacrosanto soprattutto per la congestionata fascia metropolitana e costiera.

Si vuole spiegare che l’osso non è più osso ma polpa?

Siamo oramai l’unico territorio della Campania ecologicamente equilibrato, ricco di acqua, boschi e sana agricoltura. Oserei aggiungere: territorio energeticamente autosostenibile, grazie all’eolico.  Si vuole spiegare alla Iervolino e a Marotta che siamo l’unico residuo Territorio integro e necessario per riossigenare la popolazione avvelenata e stanca della fascia metropolitana? Vini DOCG, Castagne DOP, Tartufi, Sagre, Agriturismo:  che fine faranno assecondando l’idea dello sversamento e dell’emergenza?  Volendo anche ragionare per vie tecniche e geologiche (e per contraddire le tesi di De’ Medici): le argille individuate a Vallata, Vallesaccarda, Bisaccia e Lacedonia sono sì argille, ma interessate da secolari fenomenti di dissesto idro-geologico; sono territori in frana e per giunta sismici di 1^ categoria. Il percolato, dall’alto dei nostri 700-800 m. s.l.m. lo troveremmo immediatamente negli alvei dell’Ufita, del Calore, dell’Ofanto, del Sele; nel Tirreno e nell’Adriatico. Le falde acquifere dei due principali acquedotti del sud sarebbero in breve “percolate”.    

3. Se siamo in un’EMERGENZA bisognerebbe immediatamente vietare l’uso, su tutto il territorio regionale,  di contenitori di plastica (bottiglie, piatti, bicchieri, BUSTE). Bisognerebbe obbligare i centri di grande diffusione degli imballaggi, i SUPERMERCATI, a contenere drasticamente carta, cartoni, plastica, polistirolo e ad istituire presidi di raccolta degli stessi imballaggi presso gli stessi supermercati. 

E’ tempo che noi tutti ci attrezziamo con una borsa di tela per andare a fare la spesa.  

(Per i prossimi incontri comunitari ci porteremo posate e piatti da casa).

4. Sempre in EMERGENZA, anzichè mazzate ai manifestanti è tempo che sia dato loro una compostiera domestica, un bidoncino da tenere sul balcone di casa; sarebbe bello vedere il Sindaco Iervolino alla Tv che spieghi ai cittadini della metropoli come si fa la raccolta differenziata, come con l’umido si può ricavare un ottimo terriccio per le proprie piante di geranio.  Sarebbe bello vedere il Sindaco di Napoli in una veste ‘didattica’ più che alla disperata ricerca di nuovi spazi (l’Irpinia e il Beneventano) in cui sversare nell’immediato la monnezza di Napoli.  

Un’ultima richiesta, ai tecnici e ai funzionari dell’ANAS e dei vari Enti che sono addetti alla manutenzione delle strade /Provincia, Comunità Montana, Comuni): rimuovere immediatamente i rifiuti dai margini delle strade; gli animali (cani, volpi, cinghiali, roditori vari, merli e uccelli vari) si stanno cibando di spazzatura e trascinano le buste nei terreni adiacenti; alla prossima mietitura troveremo la plastica nelle balle di foraggio; moriranno per soffocamento mucche e vitelli.                            

invito tutti i lettori del Blog ad avviare una riflessione, inviando commenti su questa mia, forse nostra, sofferenza e vergogna quotidiana _ angelo verderosa 

p.s.: nella foto del post, lo scuolabus n°5 su cui viaggiano i miei figli a S.Angelo dei Lombardi

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Written by comunitaprovvisoria

20 gennaio 2008 a 8:42 pm

41 Risposte

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  1. … sono andato via, ad Ariano.
    I paesani possono pure smettere di applaudire sindaco e Solimene….
    una brutta atmosfera: io e Angelo Verderosa sembravamo i fratelli Bandiera…. mancavano solo i forconi……
    certe volte mi vergogno di essere meridionale, non per la politica o la munnezza
    per i miei concittadini
    un delusissimo romano

    antonio romano

    20 gennaio 2008 at 8:51 pm

  2. Ho sempre pensato di avere un angelo protettore, un angelo che mi aiuta nei momenti difficili e che mi aiuta ad evitare situazioni per me poco gradevoli. Un virus influenzale o pseudo tale , mi ha impedito ieri di essere presente al’incontro di Bisaccia, non ricordo bene se fosse un dibattito aperto sui temi della petizione, auspicabile, o una assemblea di esponenti politici ed amministratori locali in cerca di visibilità. Nell’ora che avrei dovuto raggiungere Bisaccia, il mio stomaco era molto irrequieto, fossi partito, penso che nell’assemblea avrei dato di stomaco non solo per le condizioni di salute, ma per la presenza stucchevole di amministratori locali, della Baronia in particolare e piccoli politicanti in cerca di continua visibilità. Il problema dei rifiuti si ripropone ed ecco che dal nulla ricompaiono i soliti volti noti , tutti fieramente impegnati in una lotta senza quartiere alle discariche e tutti pronti a scendere in battaglia, ad alzare barricate contro il nemico di sempre:” La monnezza” come direbbero i napoletani, tutti ambientalisti.

    Ma cosa sanno questi signori, realmente del problema? Io che penso di conoscerli bene , vi posso garantire, a molti di costoro, dei problemi ambientali e della monnezza, della salvaguardia del territorio, non glie ne frega più di tanto. Sono piccoli vassalli di una politica ancora più sporca degli stessi rifiuti, politica che vive ormai alla luce del giorno di convivenze, voti di scambio, di gestione camorristica dei beni e dei finanziamenti pubblici. Sono piccoli ma costretti per onor di firma a presenziare a tutto ciò che è visibile, per la loro e l’altrui sopravvivenza. Perché la brava gente, sempre in buona fede, umile, poco informata direi anche poco furba, deve assistere a simili spettacoli della politica o dei politicanti di turno. Nessun riferimento ad alcuno in particolare ma a tutti e a tutto ciò che si presenta nella veste più sgradevole. Cosa ne sa dei problemi dell’ambiente il sindaco di Vallata? Presente con alcuni componenti dell’amministrazione. Pur avendo il comune di Vallata una percentuale di raccolta differenzia del 58%, è bene che si sabbia che è uno dei comuni con il maggior degrado ambientale, chissà se il sindaco conosce il suo territorio? Parliamo di problema discarica, quando il territorio del Comune nel 2008 ancora non possiede, c’è un progetto di realizzazione in corso, ma chissà quando la sua finalizzazione, un depuratore per le acque reflue. Il territorio è interessato da decine e decine di micro discariche, sparse ovunque, alcune con presenza sicura di rifiuti pericolosi, presenza di metalli pesanti e prodotti chimici di svariata natura, non vi è più una sorgente che possa considerarsi potabile, tutte le acque di scorrimento superficiale sono delle fogne a cielo aperto, vicino ad un deposito di raccolta di acque per l’acquedotto, immediatamente a ridosso, vi è una discarica di rifiuti abusiva, talmente nauseabonda da scoraggiarne l’avvicinamento anche per un sopralluogo. La gente parla di discarica di prodotti con grosse componenti di amianto nelle immediate vicinanze del paese e di morti per tumori altamente sospette. L’elenco di inadempienze, ecologicamente parlando e di problemi di assetto del territorio potrebbero occupare diverse pagine, ma mi fermo qui, chiedendo solo se si è posto mai il problema di interessare chi di dovere per un necessario checkup. Mi dicono della presenza del Sindaco di Trevico, nonché presidente della Comunità Montana, l’ente assistenziale, più inutile, parassitario che possa esistere, il suo unico scopo è quello di esistere come strumento clientelare , bacino di voti per una sporca politica e non per una attenta gestione del territorio.

    A che titolo può parlare uno che a capo di un paese con uno dei più bei paesaggi del Mezzogiorno, lo sta maldestramente rovinando, favorendo sul suo territorio la costruzione di strade e stradine inutili, che hanno l’unico scopo di rovinare l’ambiente, favorendo dissesti ed alterando un certa integrità ambientale e biologica. A che titolo può parlare uno che ha permesso la realizzazione di cave abusive, anche se al momento piccole, nel cuore del suo territorio, in un area a vocazione naturale tale, da meritare l’istituzione di una zona di protezione. Il territorio di Trevico è come quello di Vallata interessato da tantissime micro discariche, sempre con rifiuti pericolosi e nelle aree paesaggisticamente e naturalisticamente parlando più interessanti. Coloro che non ne fossero convinti, mi cerchino ed io avrò il piacere di accompagnarli in un tour assolutamente interessante.

    Potrei in questa disamina continuare a lungo coinvolgendo in maniera equa gran parte dell’Irpinia. Nessuno è scevro da colpe, a partire da me, che molte volte non ho avuto il coraggio giusto per denunciare gravi misfatti, commessi sul nostro territorio. Non una ma 10,100,1000 discariche per contenere questi ed altri amministratori , per i politicanti, per coloro che sono alla ricerca di fortune politiche a discapito della buona fede della gente comune, per Bassolino, per l’intera Giunta Campana, per tutti coloro che sono in Enti che potrebbero fare molto per la salute del nostro territorio e che non hanno mai fatto nulla, per tutti gli ambientalisti dell’ultima ora, quella della raccolta di consensi.

    Ho vergogna per tutto l’accaduto, per ciò che sta accadendo di recente, ho vergogna anche per coloro che non stanno capendo il disfacimento politico, economico, morale e civile di una Regione nonché di una Nazione. Ho vergogna per coloro che per decenni hanno parlato di Meridionalismo, di riscatto del Mezzogiorno. Io fondamentalmente ottimista ho paura e timore per il futuro dei nostri figli, se non saremo capaci di spazzare via con forza questa classe di piccoli ma viscidi politici, se non saremo capaci di liberarci delle caste non solo politiche ed economiche, ma anche intellettuali. Dobbiamo dare credito, come dice l’amico Gaetano Calabrese da Lioni, alla gente intellettiva, non intellettuale, ai giusti ai buoni di animo non ai corrotti.

    Mi viene da fare una riflessione, per il giusto, forse improponibile parallelo, con i nostri politici locali. Ogni momento è buono per essere presenti. Oggi Domenica tutti i nostri politici da sinistra a destra saranno in prima fila a S.Pietro per ascoltare il Papa, un atteggiamento dovuto dopo le polemiche dei giorni scorsi.

    Chissà cosa penserà questo Papa, forse contestabile, ma assolutamente coerente con il suo pensiero e uomo di grande Fede, di questi nostri piccoli piccoli politici.

    Vergogna, il Mondo ci guarda ed inorridisce.

    Tonino Lapenna da Vallata – Ambientalista da sempre nelle parole e nei fatti.

    tonino lapenna

    20 gennaio 2008 at 9:00 pm

  3. sono originario e abito a napoli, un paio di mesi fa ho preso un appartamentino a bisaccia perchè da anni mi sono reso conto che sto all’inferno. ho girato un pò per montagne e per colline, infine mi sono fermato in alta irpinia, non c’ero mai stato e mi è sembratto un idillio. poi ho saputo che un gruppo di infami sedicenti intellettuali miei concittadini vuole intasare notte e giorno i sentieri di campagna della vostra terra di file chilometriche di tir colmi di spazzatura. allora ho capito che l’invidia è una brutta bestia, abbiamo inguaiato napoli con la nostra perversione e ora dobbiamo inguaiare anche gli unici posti che ancora ci ricordano che “fatti non siamo a viver come bruti”.
    bene, cioè male, malissimo
    sergio gioia, studente universitario

    sergio gioia

    20 gennaio 2008 at 9:21 pm

  4. Carissimo Angelo,
    ho apprezzato moltissimo il tuo intervento che coglie la vera essenza del problema. L’obiettivo però di “rifiuti zero” per essere raggiunto ha bisogni di nuovi strumenti.
    Personalmente non mi meravigliano affatto i commenti di chi si fa chiamare giornalista che continuano ad accreditare il politico più in vista, quasi nel tentativo di riciclarlo se non addirittura clonarlo.
    Questo ci serva per lezione! La prossima volta non li invitiamo. Noi parliamo tra provvisori loro stanno li da secoli ed hanno prodotto tutti questi guasti. Come possiamo illuderci che loro ce li possano risolvere?
    Avevo già visto cose qui in Campania che voi umani non avreste mai potuto immagginare…ho visto…..
    http://www.girodivite.it/Ho-visto-cose-qui-in-Campania.html
    avevo visto bene a Carpignano, il medioevo sta passando ed ora si tenta come al solito di “cristianizzare” i “pagani” e “provvisori” comunitari. Il nuovo illuminismo la scienza genetica li potrà aiutare a clonarsi …..e noi, i nostri figli che fine faremo? A meno che non modifichiamo le “nostre credenze”, e comprendiamo che sono altri gli strumenti della nostra lotta, perchè solo così ci potrà essere vera salvezza, della nostra specie disumana, nessuno di noi potrà sopravvivere.
    Cosa fare? Dobbiamo prima di tutto recuperare la nostra dignità di essere umani.
    Dobbiamo riscrivere le nostre credenze pensando a realizzare un uomo nuovo e solo dopo potremmo preoccuparci di risolvere il problema della monnezza e di tutte le nostre precarietà. No c’è tempo? Nel frattempo, mi direte, moriremo?
    Ma non vi siete accorti che gia siamo tutti morti? Come è possibile che solo il gallo cantinua a cantare sulla merda? Perchè adesso possiamo solo rinascere un’altra volta.
    Ecco perchè l’unica cosa seria “provvisoriamente” parlando è quella di camminare nella bellezza e non nella tristezza. Solo così potremmo usciere da tutte le emergenze.
    Come? Semplicemente imparando a sorridere di noi. Perchè solo quando ridiamo ci accorgiamo di essere immortali.
    Nanosecondo
    P.S. Con alcuni giovani amici della Comunità Provvisoria ….Vi proporremo a fine febbraio, attraverso un incontro che stiamo organizzando, di realizzare una “Comunità P..er Sognatori Pratici” …dal sogno al giorno…e praticare l’utopia, l’unico strumento “politico” che oggi ci resta per realizzare il vero cambiamento.

    Enzo Maddaloni

    20 gennaio 2008 at 11:28 pm

  5. Caro architetto Verderosa, credo che il mancato resoconto della riunione di Bisaccia, si sia verificato solo per il semplice fatto che nessuno, probabilmente, ha fatto sapere al gironale o a noi cosa è emerso dalla discussione….
    Credo che nei prossimi giorni ci possiamo ritornare, se vuoi mandaci una email. Cordiali saluti. Salvatore

    Salvatore Pignataro - Giornalista - Direttore redazione interregionale ( Campania e Basilicata) network nazionale Radio "Latte Miele"

    21 gennaio 2008 at 1:25 am

  6. Caro Angelo, cari amici.

    L’assemblea di sabato 19 gennaio a Bisaccia non è stata male. Non credo ci si potesse aspettare di più, anche se ognuno di noi scambia spesso lucciole per lanterne. Cioè scambia i propri desideri con la realtà. Prima di dire qualcosa su questa assemblea, una piccola digressione. Dal paese più civile della Danimarca a Bisaccia noi viviamo da tempo una crisi paurosa (paura in senso letterale, e mi riferisco al futuro che non si intravede più) dovuta a vari fattori, in primis quella che con linguaggio ormai comune si chiama globalizzazione. Che non è una cazzata, ma una verità del nostro tempo. Tutto è in movimento da anni, ma spesso pochi se ne accorgono. Tutte le vecchie istituzioni, così come tutte le vecchie culture sono in gran parte saltate nella loro sostanza. Restano però pressoché integre nella forma. E questa è la tragedia. Per stare al territorio che ci sta a cuore e dove viviamo, intendo la vecchia Europa, molte cose da pochi anni a questa parte sono mutate ma ancora in termini assolutamente insufficienti.
    Tutte le vecchie istituzioni dei vecchi stati nazionali sono in piedi nella nostra Europa e c’è un ritardo preoccupante da questo punto di vista. Un ritardo che forse pagheremo caramente se solo gli equilibri del mondo cominciano a muoversi un pò più velocemente.
    Ma che c’entra questo con l’assemblea di Bisaccia? C’entra, c’entra, amici.
    La mia impressione sull’incontro è questa. Nel merito tutti gli interventi hanno avuto una loro valenza. Hanno avuto ragione un pò tutti sia pure in percentuali diverse (anche per le responsabilità diverse che si hanno). Però nessuno, questa è un’altra spia della crisi del nostro tempo, riesce a dire tutta la verità. Le analisi sul problema specifico dei rifiuti sono state tutte interessanti. Le soluzioni anche, sia pure oscillanti dalla scelta della “provincializzazione” nello smaltimento dei rifiuti (forse la meno radicale ma la più saggia allo stato attuale) a quella più legata ai territori (la più giusta ma, ahimé, ancora non realizzabile).
    Quello che invece mancava all’assemblea è l’analisi sulla crisi del nostro tempo, voglio dire tutta la crisi delle istituzioni del vecchio stato nazionale e insieme tutta la crisi dei vecchi valori che lasciano in solitudine le persone. Guardando i volti e ascoltando le parole delle persone, mi è sembrato di scorgervi una sorta di “abbandono”, quasi “gregge senza pastore”. E’ obiettivamente difficile mettere insieme questa crisi con quella immediata dei rifiuti. Tuttavia dovremmo provarci tutti, a partire da chi scrive queste note. E’ un percorso. Intanto la lotta sacrosanta degli abitanti dei nostri territori, contro discariche regionali assurde e profondamente prevaricatrici, continua.

    Adesso mi preme dare alcune risposte ai quesiti posti in questi primi interventi sull’assemblea di Bisaccia.
    1) Ad Angelo vorrei dire che ha mille ragioni quando spara su Napoli ma ne ha di meno quando sogna la nuova regione che si distacchi da Napoli. Quella regione di cui parla è stata in varie forme, cioé in varie proposte, cavallo di battaglia di molti negli anni passati (senza scandalizzare nessuno, ricordo una vecchia battaglia intrapresa da Clemente Mastella, allora pupillo di De Mita, dalle pagine del Mattino, penso di una trentina d’anni fa, per la costituzione della regione interna, più o meno Avellino e Benevento). Il problema di oggi è che tutto questo è profondamente invecchiato, cioé reazionario (vecchio significa reazionario in politica). Sono le regioni in sé ad essere devastanti perché antistoriche e perché usurpano il potere che oggi dovrebbe avere lo stato nazionale che a sua volta dovrebbe cedere alcuni poteri al nuovo stato (federale) europeo. Tradotto: noi dobbiamo lottare assolutamente contro le regioni per la loro liquidazione e non per crearne altre. Invece il problema vero dell’autonomia locale è il Nuovo Municipio, cioé il nuovo Comune da mettere in piedi, nel nostro caso accorpamento di vari (ex) comuni in un solo Ente Comunale. La discussione continua.
    2) Ad Antonio, Paolo, Tonino, vorrei dire che le loro ragioni, intendo la critica radicale agli amministratori, vanno bene (andrebbero bene) se solo tenessero conto del fattore “tempo”. Quante giuste battaglie sono fallite per non tener in nessun conto la tattica e il tempo!
    3) Ancora a Tonino: lascia perdere il Papa, non è vero che è un uomo di grande Fede. Se lo fosse, non farebbe il Papa, si distaccherebbe da qualsiasi potere.

    p.s. : a tutti gli amici della Comunità Provvisoria un caldo invito: urge riprendere gli incontri nello stile del “Cairano day”.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    21 gennaio 2008 at 2:37 am

  7. La riunione di Bisaccia è stata il fallimento dello spirito della CP. Farci infinocchiare da 4 politici di 15° ordine che in un paese civile non potrebbero amministrare manco un condominio. La consapevolezza che la politica fagocita tutto e che la cultura libera in Irpinia non esiste. uno spettacolo umiliante. Qualcuno degli organizzatori deve interrogarsi sulla efficacia della CP nell’incidere sulla politica locale. Quando poi i giornail dicono che a Bisaccia la riunione è di solimene francamente penso che chi ha voce in capitolo deve parlare con i responsabili dei giornali. Vergognoso!
    AR

    Antonio Romano

    21 gennaio 2008 at 11:54 am

  8. Caro Angelo, non ti nascondo il disagio e l’inadeguatezza che provo nel risponderti su questa tematica dei rifiuti; in qualità di cittadino provo un forte senso di vergogna, in quanto – sempre da cittadino – mi sento corresponsabile di questo stato di degrado civile, morale e politico che attanaglia e caratterizza la nostra regione; non meno
    vergogna e responsabilità provo da persona impegnata in politica per l’ inadeguatezza della politica che risulta incapace di programmare seriamente lo sviluppo di un territorio, grazie all’impegno profuso dai “mestieranti della politica” per la conquista, la gestione e la distribuzione “particolare” delle risorse!
    Sarei intervenuto volentieri, ma purtroppo non mi è stato possibile. Sono felice per la
    grande partecipazione.
    Tra le tue note mi ha molto colpito la frase iniziale ” … ho visto una popolazione attenta, rispettosa, silenziosa; abituata a riflettere e a discutere”.
    Penso però che tu sia troppo buono e volutamente ottimista! La popolazione è da troppo tempo silenziosa su ogni tematica di interesse generale che riguardi il bene
    comune e si dimostra pronta a “gridare” solo nel momento in cui qualcuno o qualcosa coinvolga il proprio giardino – non è questo un atteggiamento credibile e responsabile – inoltre, la popolazione non è, a mio parere, affatto abituata a riflettere e a discutere! Se ciò corrispondesse al vero non dovremmo trovarci – almeno in Irpinia – in
    una condizione di degrado civile, culturale e politico che solo in proporzione è meno evidente di quello che emerge a Napoli, ma non per questo è meno preoccupante.
    Ciò che registro, come atteggiamento generale, e che è sempre di più la gente che appare rassegnata e svuotata, sembra che si partecipi ad una manifestazione e/o ad una riunione per amicizia o per “rispetto” nei confronti di chi ci invita ma – in realtà e tutta sincerità – non crediamo più alla possibilità che un impegno politico possa essere portato avanti con spirito di servizio ed onestà intellettuale; se si discute lo si fa in maniera “unilaterale e faziosa” ovvero solo per enunciare le proprie tesi,
    non lo si fa in maniera libera e non si è assolutamente disposti a rivedere le proprie posizioni. Non si capisce come con tutti questi disastri, un’intera classe politica non sia capace di assumersi alcuna responsabilità politica, non si capisce come mai quando andiamo a votare ragioniamo tutti come la volta precedente!
    Dalle cronache leggo della partecipazione del Presidente della Comunità Montana Ufita nonché Sindaco di Trevico, ebbene la sua partecipazione (sicuramente applaudita da tante persone abituate a riflettere e a discutere “previa distribuzione di spartito”) è – a mio parere – solo strumentale. Politicamente, non stimo affatto il Presidente Solimene, egli rappresenta bene la mediocrità e la nullità della classe dirigente che amministra e gestisce “per conto terzi” le risorse dell’Irpinia. Ci troviamo di fronte al fallimento di quasi un’intera classe politica (di sinistra e di destra) e non potremo mai pensare di riscattare la Campania e l’Irpinia senza passare attraverso la sostituzione di questa fallimentare classe dirigente. Ognuno di noi dovrebbe adoperarsi – nel proprio piccolo, per essere e per dare un buon esempio, così come sarebbe opportuno cercare di aggregare ogni energia per costruire un nuovo e più credibile progetto per l’Irpinia al di la di ogni ideologia e vincolo di schieramento politico. Dovremmo sentire forte il dovere e
    la responsabilità di rimboccarci tutti e tutti insieme le maniche in un nuovo e grande gioco di squadra per costruire un’Irpinia di cui non vergognarci.
    Tu caro Angelo sei una persona che stimo tantissimo, un’eccellenza professionale e, a mio convinto giudizio, una grande risorsa per l’Irpinia.
    Credo che la gente d’Irpinia non sia cattiva e che aspetti buoni esempi dalla politica.
    L’emergenza rifiuti è solo una fra le tante emergenze che colpiscono la nostra terra; perché non cerchiamo di promuovere un’alternativa di governo più credibile capace
    di raccogliere le migliori energie a servizio di un progetto di rinascita civile, morale e politica dell’Irpinia?
    Un abbraccio, Enzo

    enzo filomena

    21 gennaio 2008 at 1:40 pm

  9. inserito nella sezione “ATTUALITA’ ” l’assemblea di cittadini svolta a Bisaccia (Av) sabato 19 Gennaio 2008.
    Buona Visione http://www.telealtairpinia.it

    toni romagnoli

    21 gennaio 2008 at 1:42 pm

  10. Al limite di ogni sopportazione, umiliati dal padrone e dal sovrano di turno, i contadini infine insorsero. E’ l’inizio del brigantaggio storico. La situazione si aggravò subito dopo la vendita all’asta dei beni demaniali ed ecclesiastici. I compratori appartenevano prevalentemente ad una nuova borghesia rurale che si stava rivelando ancora più tirannica della precedente. L’aggravarsi delle condizioni dei ceti più abbienti causarono i primi disordini, che in pochi mesi assunsero le proporzioni di una vera e propria guerriglia. L’eversione della feudalità e la privatizzazione dei beni della Chiesa durante l’età napoleonica, che avevano trasformato l’assetto della società e dato origine alla questione demaniale, ebbe una parte rilevante nello stimolare la partecipazione dei contadini alla lotta armata. Tanti emigrarono. Per dove? a fa re cosa? Non lo sapeva nessuno di essi; in ogni caso, meglio la miniera, il sud Americo o l’Australia, che lavorare ancora in una terra amara che non ti dava niente o alla mercé del padrone di turno, oggi identificato nella regione o in uno Stato in disfacimento che aspetta di giorno in giorno solo il suo funerale. Francesco Saverio Nitti così definisce un emigrante dell’800: “Ricordo come se fosse ora, un vecchio contadino del mio paese tutto bianco, ma diritto tuttavia come un abete delle montagne: andava al Brasile: non possedeva che cinque lire e il biglietto d’imbarco; non sapeva leggere, non aveva nessuna nozione dei paesi dove si recava. Sapeva solo che altri della sua terra vi era stato. Gli chiesi da qual parte fosse il Brasile; mi rispose solo che era lontano, assai lontano che non si potea misurare quanta fosse la lontananza. E mi accennò con la mano in aria, come per indicare qualche cosa di strano e di indeterminabile”.
    Lo Stato e la Regione Campania hanno deciso di aprire una nuova discarica sempre sulla stesso luogo, tra Difesa Grande a Savignano I., al centro di un vasto territorio coltivato a cereali, dove Ruggiero II il normanno tenne le sue seconde Assise nel 1142 e dove la sana gente irpina, quella che ha ancora il coraggio e la forza di lavorare la terra, è presente, ai confini con il popolo dauno, dalle identiche caratteristiche, ideali, aspetto filiforme, asciutto, con il viso cotto dal sole e le mani incallite come tutti coloro che onestamente lavorano la terra, che dietro ogni tramonto aspettano un’alba migliore negata oggi dalla regione, e da una oligarchia di uomini che fluttuano, tutti assieme allegramente, nei fondi europei, frutto anche di coloro che percepiscono 500 euro al mese, che hanno poco o niente per vivere, che sudano lacrima amare per arrivare al 31 di ogni mese, mentre il “potere” sguazza nell’oro e nell’allegria di un regime composito peggiore di quello composto da Luigi XVI e dalla sua corte. Mentre la plebe piange. Tutti plebe, ceto medio, medio basso e medio alto; contadini indefessi a lavorare per questa nuova classe baronale che ha trasformato le regioni in contee, province ed enti vari in gastaldi con a capo il barone di turno: tutti gli altri a lavorare per questa nuova classe di nobili.
    E’ finita!
    Anche la speranza è tramontata dietro uno dei tanti tramonti rossi.
    Purtroppo questa nuova massa contadina non è neppure come le precedenti, con i muscoli tesi a fare rispettare i propri diritti verso l’usurpatore di turno, ridotta a popolo larva, i giovani definiti “generazione zero”, pieni di pretese pur sapendo che non vi è alcuna prospettiva per il futuro. E sono anche egoisti. Egoisti come tutti coloro che non sanno quanto sudore costi lo pane altrui.
    Mentre il “regime composito” fa sentire sempre più forte la propria voce, ogni giorno, sino ad ieri aumentando la tassazione dei BOT perché doveva aumentarsi lo stipendio…mentre la plebe assiste e paga. E tace. I manganelli del “regime” pronti a fare sentire la loro voce, che calano sulla gente onesta oramai sconfitta, come accadde allo scalo di Savignano quando i sindaci dei territori limitrofi si riunirono per difendere la loro terra e la loro gente, con il tricolore calpestato, e nel fango.
    Addio Italia, ti meriti questo ed altro. Questo è arrivato, l’altro…il peggio…a tra poco.
    Domenico Cambria

    domenico cambria

    21 gennaio 2008 at 1:44 pm

  11. 1.
    la riunione non era organizzata dalla comunità provvisoria ma dal sottoscritto.
    2.
    io l’ho moderata dando la parola a tutti i cittadini che hanno chiesto di parlare.
    3.
    non era quello il luogo per fare il processo ai politici. personalmente lo faccio già nei miei articoli.
    4.
    se uno dice una cazzata stupidamente malevola, sarebbe anche il caso che qualcuno rispondesse. se non c’è questo viene meno lo spirito della c.p.
    5.
    io non ho invitato nessuno dei politici presenti, a parte il sindaco di vallata.
    6.
    come si fa a non capire che una rottura del fronte in questo momento ci può suole nuocere e comunque non può essere stimolata da chi organizza un’assemblea di questo genere?

    arminio

    21 gennaio 2008 at 1:58 pm

  12. … sto seguendo tutto il dibattito che si sta generando sulla CP in merito alla petizione sulla difesa del paesaggio… mi sono ripromesso di articolare un intervento anche come rappresentante di un associazione ambientalista quali amici della terra…
    … cercherò di rispondere alla tua ulteriore sollecitazione… intanto, però qualche giorno fa, 14 gennaio, rispondendo ad una mail di Antonio Romano, avevo a lui inviato un mio piccolo commento sulla petizione e la raccolta firme, pregandolo di pubblicarlo se lo riteneva necessario… non l’ha fatto… ora lo giro anche a te … non so se però i tempi sono ancora validi … LUca Battista

    .. potrebbe essere interessante invitare ad esempio… i presidenti dei due cosmari irpini… e coinvolgerli… all’interno dello spirito della comunità provvisoria…ed eventualmente farci raccontare la loro esperienza.. con “il cuore in mano ” .. perchè nel sistema Campania..non è poi così automatico che il determinismo dei supporti tecnici ed organizzativi avvii la conseguente risoluzione dei problemi… nel senso che chi propone decisionismo con tanto di lavoro progettuale, programmatorio e d organizzativo a supporto… vieni sempre “raffreddato” … da chi ? … facciamocelo raccontare

    luca battista

    21 gennaio 2008 at 1:59 pm

  13. caro Luca, è sempre interessante (forse obbligatorio di questi tempi) sentire parlare le persone con il cuore in mano; proviamo a organizzare un incontro, comunitario, sono daccordo, più che un’assemblea; proponi una data e salutami intanto Lello.
    Cosa ne pensa di bloccare immediatamente l’utilizzo della plastica e di obbligare i supermercati a ritirare i loro stessi rifiuti di imballaggio e confezionamento ? Quanto costa una compostiera domestica ? Ne possiamo portare qualcuna all’incontro così vediamo come è fatta e come funziona? angelo

    angelo verderosa

    21 gennaio 2008 at 2:04 pm

  14. Caro Antonio,
    quanta confusione su questa maledetta o benedetta Comunità Provvisoria. Fin dall’inizio ho cercato di mettere in guardia sulla manipolazione che si può fare di un organismo fragile (e “provvisorio” cioé strutturalmente “inesistente”). Mi sono battuto con interventi su questo blog per ribadire che onestà vuole che chi inizia un percorso (cito la prima assemblea di Bisaccia dell’autunno scorso) in un modo, poi lo prosegua almeno per il tempo utile di un bilancio (mi ero fatto carico di dire che occorreva andare avanti per almeno un anno, tempo giusto, per me, perchè non breve e non lunghissimo). Il percorso prevedeva (e prevede): incontri liberi, visite nuove ai nostri territori, niente ideologie, scambi di amicizia e conoscenza, artisti che incontrano luoghi e persone, eccetera. Un pò sullo stile, per portare un esempio concreto, del “Cairano day”.
    Quando invece si intraprendono strade senza la capacità della doppia o tripla o quadrupla militanza, ci si incammina nei territori perversi (e disonesti) della manipolazione. E non conta se uno ne sia consapevole o meno. E’ fatale che accada così.
    La stessa raccolta di firme sulla petizione rifiuti, che io avevo criticato non in sè ma per l’uso improprio che faceva di un organismo (la Comunità Provvisoria) che si deve occupare d’altro e si può occupare di rifiuti solo nella sua ottica diciamo di “provocazione artistica”, è stata poi presentata sul blog come raccota di singoli individui e non raccolta della Comunità Provvisoria. A parte l’evidente equilibrismo della cosa, comunque è stato così.
    Quindi quando tu dici che la riunione di Bisaccia sui rifiuti è un fallimento della Comunità Provvisoria sbagli perchè se fosse stata una riunione della Comunità Provvisoria io non ci sarei venuto. Sarebbe stato disonesto per quello che io penso della C.P. .

    La riunione di Bisaccia è stasta una riunione non malvagia, organizzata da alcune persone (Franco Arminio e da altri) ed ha avuto anche un successo. Tieni conto che la battaglia sui rifiuti, che fanno in molti non solo i firmatari della petizione di Franco, è solo all’inizio. La lotta continua. Non lasciarti condizionare dal tuo odio contro gli amministratori che tu impropriamente chiami politici. In fondo sparare contro di loro (sindaci di piccoli comuni, presidenti di comunità montane, eccetera) è un pò come sparare contro la croce rossa. Non ti accorgi che non c’entrano più nulla con il presente e soprattutto il futuro, che occupano istituzioni che non dovrebberro più esistere da tempo? Non sprecare (non sprechiamo) le tue energie contro di loro. O meglio sprecale (sprechiamole), ma poche. C’è ben altro da fare anche nella battaglia per la critica, la distruzione e la costruzione di nuove istituzioni!

    con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    21 gennaio 2008 at 2:30 pm

  15. UNICO POST O COMMENTO
    (1) Vittorio Alfieri e (2) PUBBLICAMENTE, COME SEMPRE [..SALVE!…]

    (1) Ricorrendo a VITTORIO ALFIERI
    Titolo: I GIORNALISTI
    Dare e tor quel che non s’ha,
    E’ una nuova abilita’.

    Chi dà fama?
    I giornalisti.

    Chi diffama?
    I giornalisti.

    Chi infama?
    I giornalisti.

    Ma chi li sfama i giornalisti?
    Gli oziosi, gli ignoranti, gli infìdi, e i tristi.

    (Grossomodo questo è il testo del grande Vittorio Alfieri; naturalmente, se qualcuno, traendo da sicura fonte bibliografica,
    avrà il testo integrale sarei grato di riceverlo per memorizzarlo correttamente)

    ———————————————————————————————————–

    (2) PUBBLICAMENTE, COME SEMPRE: SALVE! SONO GAETANO CALABRESE…

    Cari amici, non dovrei spendere parole, nè soffermarmmi sulla nausea e l’arroganza delittuosa dei politicanti e dei politici della nostra regione (incancrenita da circa 40 anni) per l’agire degli uomini del potere che hanno prodotto disastri umani più delle catastrofi naturali, soprattutto in considerazione degli ultimi tre decenni, peraltro segnati da cadute verticali e crolli delle ideolo-gie.

    Ormai non riusciamo, forse, a provare l’emozione di un sorriso e, veramente, corriamo il rischio di ammalarci di ipocondria se non fosse per la rabbia che ogni tanto ci mischia l’onesto cittadino oppresso e trattato da cretino dalle storiche facce di culo dei nostri avidi, incapaci politici, elet-ti.

    Appena costoro compaiono in un luogo dove c’è gente che vorrebbe discutere del proprio futu-ro, mi viene l’orticaria visiva, auricolare ed epidermica (mi perdoni il medico, ma sono geo-metra e la mia sintomatologia interagente con il simpatico-parasimpatico così attesta).

    Dopo cinque minuti di blateramento provo una fisica sofferenza che si traduce in nausea, sti-moli di vomito, oppressione cardiaca, un gran bisogno d’aria pura e vento in faccia, ma ho sco-perto che essa mi viene maggiormente procurata in forma acuta e insopportabile appena vedo che la gente batte le mani al primo politico impernacchiato e, per non svenire, scappo via.

    Credo che gente che batte le mani ai politici non osserva compiutamente la loro saccenteria, la loro limitatezza, la loro furbizia, la loro mistificazione, la loro prepotenza, la loro crudeltà, in una parola il loro pericoloso potere decisionale capace di dispensare morte intellettiva indiscri-minatamente.

    Molta gente, ormai non ha e per lungo tempo non ha voluto avere la coscienza di Ziè ‘Ngiuli-na de T.Infatti, applaude sapendo di essere meno di un numero, e, in tal modo, bistratta la pro-pia coscienza, disponendosi all’odio sociale con cecità e, illudendosi di potersi riaffrancare l’onestà, incomincia ad incutere timore per conto terzi.

    Nel merito, avevo previsto questo svolgimento bisaccese (rif.assemblea di sabato 19.01.08) e lo compravano i miei scritti in commento sul blog, risalenti a molti giorni fa, nei quali avevo ac-cennato che ne sarei rimasto fuori anche se, come mio costume, avendo poi gli occhi negli occhi di ogni interlocutore, puntualmente e con vigore, durante le nostre conversazioni conviviali mi sono circostanziatamente connotato per non essere protagonista o tifoso di qualcuno e ciò pro-prio a causa della mia specifica sofferenza fisica.

    Amici cari, da tempo ormai ragiono come Zié ‘Ngiulina de T. che ha 96 anni, ma mi batto solo come come educatore, da oltre 34 anni, contro lo sfacelo della civiltà di questo nostro mondo che ormai definisco “occidentato”, cioè dell’Occidente Accidentato.

    Ogni volta che vedo un politico con schiera di leccaculi mi viene voglia di mandarli a curare l’orto di Zié ‘Ngiulina de T. e, siccome non posso farlo, scrivo qualcosa per pochi intimi, per quei condomini che frequentano la mia anima inquieta e irrequieta, chiedendo loro, però, sempre conto della mia onestà intellettiva: quella che cerca risposte e verità degli e negli accadimenti, delle e per le situazioni e che non fa mai sconti alle responsabilità personali.

    Ogni tanto penso di vergognarmi (a torto!) di essere campano, per i guasti e il costo umano che sono costretto a pagare nella nostra società, amministrata da circa 60 anni da fannulloni autentici che meriterebbero essere messi tutti col muso sulle discariche incontrollate per con-statarne i vevefici miasmi e le percolazioni putrescenti. Insomma li farei vivere in una nuova bol-gia camorristica per il resto della loro vita.

    Per questo, il mio grido di ribellione diventa il flebile sospiro di un novantaseinne, che, con dignità, ha già dato il meglio di sé alla vita convinto di non aver nuociuto, avendo agito col pro-posito persisente di non voler nuocere e di aver pagato giornalmente come cartelle esattoriali i disagi civili, considerandosi, comunque, molto fortunato rispetto alla stragrande umanità che è, invece e incontrovertibilmente, sommersa dal dolore vero, dalla fame, dall’ingiustizia, dai mas-sacri, violentata dalle torture, destinata alla morte più inumana.

    Ad un irpino/a di novantasei anni, che non è riuscito/a ad essere Suor Teresa di Calcutta, non servono soldi, luci e sfolgorii, né televisione e imbonitori, né giornalisti e fuochi d’artificio. Sì e no gli/le potranno bastare per la sua giornata, oltre un modestisso rifugio, due cucchiai di pasti-na, uno scialle e la forza di non lamentarsi per l’ artrosi avvertendo il desiderio-dovere di sorri-dere per inoltrare un sogno nell’innocenza degli altri, come doverosa offerta di se stesso/a , ba-dando di dire “grazie!” ogni giorno alla vita stessa, perché già lungamente vissuta.

    Ebbene, io ho novantasei anni e, nonostante la mia nota spesa di nausea, cerco di dispensare gioia avendo sempre la consapevolezza di essere debitore impagabile all’umanità, mettendo, giornalmente, a mia discolpa solo il coraggio di essere autenticamente me stesso, sapendo, consapevolmente, di essere anche tanta vita negata al di fuori di quella che mi ha attraversato e che mi ha procurato e riservato lacrime incontrollabili, proprio come i palpiti del cuore.

    Vi voglio bene, cari Amici!
    Sceglietevi pure il Cipollini di turno, fate pure i suoi gregari, pedalate sodo, ma ricordatevi che comunque tra voi ci saranno molti storici ciclisti doppati e infidi doppanti.
    Non adoperatevi a dopparne altri, anzi pretendete, sin da ora, che ogni doppato pizzicato dovrà immediatamente scendere dalla bicicletta e non potrà mai più gareggiare nemmeno al Giro della Sagra delle Castagne, anzi dovrà pagare immediatamente e duramente il fio, altrimenti vi ren-derete complici di un più vasto scempio umano, che, secondo Zié ‘Ngiulina de T., non contiene nelle vittime il gene del perdono, bensì quello del dolore insano, vale a dire non previsto dal de-stino, trasmissibile, ahimé!, pur se non richiesto dalla vita futura!

    Siate persone libere! sempre!
    Citando Ibsen:[…] “un uomo libero è sempre solo!”[…], aggiungo che bisogna sempre amare in questo nostro mondo “occidentato” soltanto le persone veramente libere, non compro-messe perchè la sola frequentazione di esse sarà fuoco vivo di insegnamento.
    Siate liberi più di me, più onesti di me, più autentici di me!
    Superate la inadeguata saggezza dei miei 96 anni per restituire il cuore ai diseredati!

    Sono felice di avervi incrociato con la luce negli occhi e sento di potervi vivere nei pensieri che addensano la costellazione dei miei affetti.

    Vi abbraccio tutti fraternamente, sempre con gratitudine, Gaetano Calabrese,
    (sperso nella miniera delle parole, intento al lavoro forzato per portarle in superficie e donarle);
    pubblicamente – come sempre -: ((°-°)) gaetanocalabrese@ tin.it

    Gaetano Calabrese

    21 gennaio 2008 at 2:45 pm

  16. Non serve litigare sulla monnezza. L’ho detto prima rischiamo di fare tutti i Galli sulla merda! Vi prego comprendete meglio che ormai…. E’ morto l’agnello ….e la nostra dignità! Vedetevi questo documento filmato:
    http://it.youtube.com/watch?v=TkPQ31d6U7k

    Per il resto credo abbiamo ragione tutti . Ognuno dica la sua ma quello che ora è più importante è recuperare il senso del valore della “Comunità Provvisoria”.
    Facciamo tutti uno sforzo per rispondere a questa domanda: Perchè provvisoria?

    Per quello che mi riguarda io sono provvisorio da quando sono nato, ma fondamentalmente da quando quattro anni fà ho vissuto e consapevolizzato tutta la crisi di identità, di valori, che si regsitrava in tutti i campi della vita sociale.

    Per questo ho ucciso Enzo (me stesso, ndr) che ha fatto politica, sindacato, il dirigente ben pagato e tutto il resto: “morire prima per non morire”. E’ così che è nato Nanosecondo e l’accenno che vi ho fatto a Carpignano della mia storia come tante che hanno coinvolte altre persone speciali come voi e che ho conosciuto, mi hanno consolato e non fatto più fuggire dalla Campania.

    Oggi resto qui in questa terra martoriata e bellissima. Resto con voi montanari dal cuore e dalle mani calde e credo che prima di rimetterci a far politica dovremmo riscrivere e costruire un nuovo uomo, perchè dopo la morte dell’agnello tocca a noi.

    Nanosecondo

    ENZO COMUNICA CHE SI E’ DIMESSA FRANCA RAME (e nessuno ne parla)

    Enzo Maddaloni

    21 gennaio 2008 at 3:09 pm

  17. Commento per Angelo , Michele f, Tonino Lp, Mimmo , Nanosecondo etc

    Apprezzo il tuo intervento sul blog , Angelo,

    Lo condivido però soprattutto sul piano degli aspetti pratici, cioè di tutto quello che è possibile fare praticamente a Napoli, ora, nell’ immediato, anche con ordinanze pubbliche , anche verifiche della loro applicazione nei luoghi pubblici, con profusioni di assemblee, articoli, video-reportage di carattere EDUCATIVO .

    La crisi può essere trasformata in 1.000 occasioni per una informazione /educazione positiva degli adulti invece che informazione scandalistica, di parte,etcetc.

    Non concordo con la tua /vostra proposta “neocreazionista” per un’ altra regione dell’ interno:non ho elementi politici e nemmeno storici per spiegarmi, ssemplicemente umani.
    Siamo in Europa , lavoriamo da 40/50 anni per la creazione di questa europa multinazionale e non capisco , proprio non ce la faccio, a capire tutti i movimenti separatisti e le loro conseguenze :dalla Cecoslovacchia divisa in due stati, alla lega del nord.
    Non cito i Balcani perchè so che finirei in un ginepraio di commenti inutili.

    Avevo già letto di Bisaccia in questi giorni: ai miei occhi sensibili apparivano fumate tossiche ed iper-tensive di emozioni ingarbugliate e collettivamente ri-ciclate.

    Eppure anche il mio leggervi e cogliere punti e spunti non è immune da una visione e da un’ ottica personale.

    Detto con parole fini .ognuno ha una propria epistemiologia della stessa storia: per le storie d’ amore, per le storie di relazioni, per le storie collettive.

    Non c’è possibilità di fare altrimenti : non c’è NESSUNO che possa dire “io detengo la verità e la visione completa del tale evento, della tale storia “.
    C’ è solo la possibilità di assumersi la responsabilità della relatività delle proprie affermazioni , ma anche della verità delle stesse.

    Per esempio, pur apprezzando tutta l’ analisi dei costi trasporti e l’ analisi geologica della nostra Verde Irpinia, pur non augurandomi di avere depositi di ecoballe sul Formicoso,mi pongo la questione:perchè la Verde irpinia non vuole aiutare Napoli e i suoi abitanti se la prendono con le altre regioni più distanti che si sono rifiutate di accoglere l’ emergenza ?
    Sarà la solita questione di epistemiologia , ovvero l’ irpinia si riconosce solo verde, solo come fiorellino calpestato dalla merda del mondo.
    Ho già usato questa metafora in un commento precedente e trascritta in breve,sul sito di HERA-KlèS.
    In finis, sono d’ accordo su tutti i possibili interventi di sensibilizzazione..perchè nella Verde Irpinia , mi sono scontrata con quintali di indifferenza (dei colti e raffinati ) alla raccolta differenziata, in atto da due/tre anni ad Andrettae di paura immotivata per l’ energia eolica.
    buon lavoro.
    scusate, ma farò silenzio e mi occuperò di cose e storie fiorentine, prima di essere in loco per sabato 26. TERESA CELLa per HKC

    HERA-Klescampania

    21 gennaio 2008 at 3:13 pm

  18. Caro Michele,
    perdonami per la sbandata, non voluta e puramente casuale sul Papa, del resto come non potrei essere d’accordo con te. Hai avuto l’abilità e la freddezza, che forse ti viene dall’esperienza e dal tuo vissuto politico, di farci sbollire tutta la rabbia che avevamo in corpo. La delusione ed il rammarico resta, come la convinzione di evitare di invitare e di confrontarsi con rappresentanti politici di bassa lega, che non rappresentano nessun onesto cittadino, perchè non hanno le qualità morali per farlo. Nel confronto di Bisaccia non ne è uscito vincitore un pensiero colto, onesto, realistico, portato avanti con argomentazioni e richieste precise, proposto da alcuni dei comunitari, ma Giuseppe Solimene, fedele ed ossequioso manovale di una politica, che avremmo dovuto contestare. Non per codardia o paura di confronti, concordo con te nella necessità di riproporre uno stile tipo “Cairano day”, ma anche incontri del tipo proposto da Angelo nel commento immediatamente precedente il tuo ultimo.
    Un caro saluto
    Tonino Lapenna

    Tonino Lapenna

    21 gennaio 2008 at 3:52 pm

  19. ciao a tutti
    1) per arminio: non meriti le critiche (di non ricordo chi) su come hai condotto l’assemblea di bisaccia sabato, sei stato serio e professionale dal mio punto di vista
    2) per michele fumagallo: quando parli di crisi delle culture a mio parere trascuri che la bimillenaria cultura cristiano- cattolica è tuttora e sempre dippiù il solido punto di riferimento per tantissime persone, che forse non appaiono troppo, giustamente, perchè impegnate nella costruzione di una fede profonda, con la guida di tutto il corpo ecclesiale. a cominciare da quel papa, che tu dici non avere fede(mi chiedo se lo conosci così bene da poter fare quest’affermazione), perchè se l’avesse rinuncerebbe al suo potere. scusa ma questa che razza di asserzione è?

    sergio gioia

    21 gennaio 2008 at 4:49 pm

  20. L’ emergenza è tale se racchiusa in un arco di temporale limitato. Quindici anni di disagio vanno oltre l’emergenza. Faceva bene antonio romano, anche se mio avviso, in malo modo, ad attaccare solimene (in quanto amministratore). A loro, agli amministratori comunali, provinciali e regionali, va tutta la colpa per le non azioni intraprese e per le conseguenze che oggi noi tutti viviamo. Se partissimo da questo punto e tutti facessero una autocritica, invece di venirsi a sparare i loro 60% di differenziato, allora possiamo ragionare in pace nel tentativo di addivenire, ad un futuro senza “munnezza”. Gli amministratori locali del mio incivico paese pensano di divulgare la coscienza ecologista, attraverso qualche volantino appesso alla vetrata del bar, o in qualche pseudo riunione presso la sala consiliare, dove l’esperto amministratore (che non capisce un c…) tenta di fare opera di convincimento. A loro va tutto il fallimento che fino ad ora Venticano ha raggiunto il 25% di differenziata. Per ritornare a Bisaccia, ero li per solidarietà a chi difende il proprio territorio, ero li, come era li qualcuno di Ariano, di Nusco ecc. Ero li perchè non esiste limite territoriale alla ideologia paesologica, ero li in un paese attivo nel pensiero e spero anche nell’azione.
    Antonio De Nunzio

    antonio de nunzio

    21 gennaio 2008 at 4:59 pm

  21. (commento inoltrato da enzo maddaloni)
    Vorrei provare, con modestia, ma senza timidezza alcuna, ad esporre un punto di vista dissonante dal coro che unanimamente plaude alla soluzione proposta dal governo per risolvere la questione dei rifiuti nella nostra regione.
    Sono consapevole del rischio che si corre in queste situazioni: essere subito etichettato come un neo-adepto del partito del NO.
    Già i media –e non solo loro- in questi giorni si stanno esercitando al “dagli all’untore” contro il ministro Pecoraio Scanio, con argomentazione qualunquistiche e maramaldesche.
    Come se l’Italia non fosse il paese degli scempi e degli ecomostri, altro che i NO di Pecoraro Scanio, bisognerebbe indagare su i tanti SI detti in maniera non sempre disinteressata.
    Delle soluzione proposte dal Governo il punto sul quale io ed il PRC esprimiamo la netta contrarietà attiene proprio alla costruzione al terzo termovalorizzatore a Salerno.
    Siamo contrari non per partito preso o per ragioni ideologiche, ma perché questa scelta, a nostro avviso, non rappresenta la soluzione del problema.
    Abbiamo imparato sin dalle scuole medie che per il principio della conservazione della massa; in natura : “nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma “.
    L’autore di tale enunciato lasciò la testa sotto la ghigliottina Robespierre.
    Dobbiamo pensare che per ogni tonnellata di rifiuti che immettiamo nel termovalirizzatore ricaviamo oltre ai fumi ed ai vapori che disperdiamo nell’aria anche il 20% di ceneri che a loro volta andranno smaltite.
    Riparte quindi la ricerca di una discarica per 1/5 dei rifiuto inceneriti.
    Queste ceneri, non sono come le ceneri prodotte dalla combustine di legna nel camino di casa.
    Chi è avanti come me con gli anni ne dovrebbe avere memoria: quelle ceneri erano un ottimo concime per l’aglio oltre ad un formidabile detersivo biologico per sgrassare i piatti.
    I residui della combustione da rifiuti, invece, sono di tutt’altra famiglia e di tutt’altra nocività.
    Noi riteniamo che la questione dei rifiuti vada affrontata a monte.
    Che ci piaccia o no, di rifiuti bisogna produrne meno, ma molto meno!
    Non è oltremodo sopportabile che ognuno di noi, abitante del cosiddetto primo mondo, produca annualmente rifiuti l’equivalente di 10 volte il suo peso corporeo, per cui nel corso dell’intera vita produce rifiuti per 7/800 volte il proprio peso.
    Ridurre drasticamente questi quantitativi significa mettere in discussione il nostro modo di produrre, di consumare e di distribuire le risorse.
    Di questo, stranamente nessuno parla, nessuno dice che questo sistema è al capolinea.
    Fa tristezza vedere come tanti intellettuali, della mia generazione, che da giovani erano irriducibili a questo modo di produrre, di consumare e di sperperare, oggi restino muti e senza memoria, convinti che la cosa importante sia sgomitare per conquistarsi una fetta di potere in questa miserabile realtà.
    Oltre a ridurre la quantità di rifiuti occorre iniziare da subito con una raccolta differenziata spinta.
    Già oggi tanti comuni nel salernitano raggiungono quote del 60/70% di differenziata, grazie a questi comuni della provincia, che Salerno si è fregiata, in questi giorni, della Palma D’Oro della città più virtuosa della Campania.
    Con uno sforzo ulteriore la percentuale di differenziata potrebbe arrivare anche al 90%.
    Invece la verità oggi è che il comune capoluogo non raggiunge nemmeno il 10% di differenziata.
    Stando alle leggi vigenti –Decreto Ronchi- il comune di Salerno (Napoli ? ndr) dovrebbe essere commissariato.
    Siamo contro la costruzione del termovalorizzatore anche perché è un impianto che scoraggia la raccolta differenziata e spinge a produrre sempre più rifiuti.
    I dati di Brescia, dopo l’entrata in funzione del termovalorizzatore, lo dimostrano ampiamente.
    Se iniziasse una raccolta differenziata fin da subito, la quota residua dei rifiuti non riciclabile, (intorno al 10%) sarebbe talmente ridotta da rendere superfluo la realizzazione di un inceneritore.
    Quella quota residua potrebbe essere utilizzata anche dal cementificio.
    Queste sono le ragioni, non ideologiche sottolineo, che ci portano ad avversare un impianto di termodistruzione a Salerno, e considerarlo uno strumento che peggiora il nostro rapporto, già negativo con i rifiuti.
    Volutamente non ho voluto accennare alle emissioni nocive ed inquinanti di siffatto impianto.
    Non convincono per nulla le assicurazioni che piovono da più parti a riguardo, ricordano troppo le “emissioni sicure” delle automobili.
    Partiti dalle famose Euro Zero ora siamo all’Euro Cinque, tutte sicurissime al momento della messa sul mercato, ora incentivano la rottamazione perché le emissioni non sono poi così sicure.

    Rocco Falivena, segretario provinciale PRC – salerno

    enzo maddaloni

    21 gennaio 2008 at 5:07 pm

  22. RIAPRE DIFESA GRANDE AD ARIANO IRPINO (da http://www.corriere.it / ansa ore 16)

    Tre discariche da riattivare: Difesa Grande ad Ariano Irpino (Av), Villaricca (Na) e Montesarchio (Bn). Tre siti di stoccaggio provvisori: Marigliano, Ferrendelle e anche Pianura (dove saranno attivate «le sperimentazioni sui protocolli per l’inertizzazione delle ecoballe»). Sono le linee principali del piano rifiuti messo a punto dal super-commissario Gianni De Gennaro per affrontare l’emergenza immondizia a Napoli e in Campania. «Con le tre discariche e i tre siti – ha spiegato lo stesso De Gennaro durante una conferenza stampa – si dovrebbero riuscire a smaltire in una decina di giorni circa 600 mila tonnellate di rifiuti: aggiungendo le 300 mila tonnellate di Macchia Soprana copriremo il ‘”buco” da 900 mila che ci serve».

    250 MILA TONNELLATE IN STRADA – È proprio da questo “buco” che è partito De Gennaro per fare il punto della situazione. «Al 14 gennaio la situazione era di 250mila tonnellate di rifiuti solidi urbani sulle strade, gli impianti cdr erano fermi per l’impossibiltà di smaltire le ecoballe e c’era un unico sfiatatoio, la discarica di Macchia Soprana con una capacità di 2.500 tonnellate al giorno a fronte dei 250mila per strada e di una produzione quotidiana regionale di 7.500 tonnellate. Il primo intervento è stato rimettere in funzione i cdr». «Dopo aver raccolto circa 30-35 mila tonnellate», il passo decisivo per uscire dall’emergenza, ha proseguito De Gennaro, è adesso quello di creare una «grande pattumiera» da 900mila-un milione di tonnellate da allestire entro sette-dieci giorni. «Bisogna pensare a un sistema che permetta di smaltire 10 mila tonnellate al giorno» ha aggiunto.

    DISCARICHE E SITI – E a questo punto De Gennaro ha elencato le discariche e i siti di stoccaggio da utilizzare: Ariano Irpino accoglierà 42 mila tonnellate di rifiuti, Villa Ricca 35 mila tonnellate, Monte Sarchio 21 mila tonnellate. Per quanto riguarda i siti provvisori individuati, la capienza di Marigliano è stata fissata a 98 mila tonnellate, quella di Pianura a 20 mila tonnellate e Ferrandelle a 350 mila tonnellate. A Pianura, ha spiegato De Gennaro, «sono destinate le ecoballe dei siti di Caivano e Giugliano». Quanto al fatto che la discarica di Pianura sia stata nel frattempo posta sotto sequestro da parte della magistratura (la notizia è stata battuta dalle agenzie quasi in contemporanea con la conferenza stampa di Napoli; epidemia e disastro colposi i reati ipotizzati), De Gennaro ha detto che «la scelta tiene conto degli spazi che abbiamo. Abbiamo individuato un luogo dove stoccheremo le ecoballe fuori dalla zona interessata dai provvedimenti della magistratura, fuori dalla discarica e non lontano da essa». Nel piano sono previste anche due vasche di raccolta di «percolato» che fuoriesce dai siti provvisori, a Nocera Superiore e a Eboli.

    La conferenza stampa di De Gennaro (Ansa)
    QUOTA 900 MILA – «Così chiudo il cerchio dell’emergenza – ha detto il commissario straordinario – con le discariche e i siti individuati siamo a quota 600 mila tonnellate di rifiuti, più le 300 mila che già accoglie la discarica di Macchia Soprana». Nel piano presentato da De Gennaro non c’è l’indicazione della discarica di Parapoti: «La sto tenendo come risorsa strategica – ha detto – con il piano abbiamo diviso equamente i rifiuti nelle province campane. Non ho quindi necessità al momento di aprire le altre discariche (Savignano, Terzigno e Sant’Arcangelo) ma già domani (martedì, ndr) sarò ad Avellino con le istituzioni locali per analizzare la questione della discarica di Savignano».

    FERMARE I CDR – L’obiettivo del super commissario è «fermare i cdr entro 10-15 giorni», per poterli rimettere a norma e riconvertirli in modo da «trasformare poi i rifiuti secondo le modalità che le istituzioni locali avranno individuato come le più opportune». De Gennaro ha spiegato che «finchè gli impianti di cdr saranno l’unico mezzo di smaltimento dei rifiuti non si potrà lavorare sulla loro rimessa a norma. Il fermo dei cdr deve avvenire – ha precisato – senza creare nuovo arretrato nello smaltimento dei rifiuti. Se fermiamo i cdr per rimetterli a norma non si deve verificare una emergenza e dunque le discariche devono funzionare».

    comunitaprovvisoria

    21 gennaio 2008 at 5:28 pm

  23. Caro Sergio Gioia.

    Sì, è vero, sul Papa, rispondendo a Tonino Lapenna, mi sono limitato a una battuta, senza spiegare. Lo faccio adesso, approfittando della tua lettera.
    Intanto concordo sul tuo giudizio della conduzione dell’assemblea sui rifiuti fatta da Franco. E’ stata giusta, documentata e seria. Quindi le critiche su questo a Franco non hanno senso neanche per me, anzi sono ingiuste.

    Per quando riguarda il Papa e la sua Fede, la mia battuta si riferiva alla fede cristiana che per me è quella del “figlio del falegname”. Cioè un amore per gli uomini (soprattutto “le pecore perdute della casa di israele”) e una condivisione della sofferenza, naturalmente per cercare insieme la strada della libertà e della felicità. Questa è la fede cristiana, non altro. Almeno per me, ripeto. Non credo che il capo di una chiesa così potente possa esserne un seguace. Scherziamo? Te lo immagini Ratzinger che diventa povero (si diventa poveri dimettendosi da una struttura così potente, ovviamente), organizza i poveri e poi magari viene perseguitato dai capi delle chiese, del potere politico, del potere economico, eccetera? Io non me lo immagino. Anzi la realtà è esattamente opposta. Abbiamo un capo di una chiesa potente che tutto può far immaginare tranne che essere un seguace del Nazareno. Si può invece benissimo immaginare che sia il sostituto del sommo sacerdote che mise a morte il Nazareno, cioè Caifa.
    Per quanto poi riguarda la Fede, essa non è cosa intima. E’ squisitamente cosa pubblica. L’intimità sta solo nella parte di umiltà che una persona “di fede cristiana autentica” deve avere. E basta. Poi il resto è una vita specchiata nella condivisione di altre vite (parliamo sempre delle “pecore perdute della casa di Israele”, non di potenti!).

    Sulla bimillenaria cultura cristiano-cattolica, mi dispiace ma non sono affatto d’accordo con te, tranne su un punto. Non sono d’accordo perché le culture bimillenarie semplicemente non esistono. E’ un puro modo di dire. Sono puri nomi che si danno alle cose (non abbiamo tempo ma mi piacerebbe discutere della manipolazione che i poteri mettono in atto quando parlano di cose “millenarie”). Invece, caro Gioia, la vita si fonda sull’ “eternità” dell’uomo, sulla sua capacità di cercare sempre la libertà (e la felicità) contro i poteri che l’opprimono, soprattutto se sono fondati su “culture millenarie”.
    Il punto su cui hai ragione è che la bimillenaria cultura di cui tu parli è seguita da molte persone ed è un solido ancoraggio per molti. Questo è vero. Ma aggiungo subito: purtroppo! Il rifugio che molti, nella crisi, trovano in quella cultura bimillenaria
    è solo illusione (e manipolazione da parte dei vertici delle chiese). E’ un pò come se uno, per sfuggire a un leone, chiedesse aiuto a una tigre. Che può succedere secondo te? Se il popolo (ovviamente parliamo sempre e soprattutto delle “pecore perdute della casa di Israele”), o come si dice “quelli che credono”, vuole cercare la libertà e la felicità, non ha che da seguire gli insegnamenti di quel tipetto di cui parlano i vangeli. E sono insegnamenti e vita vissuta, che vanno in una direzione opposta a quella di Joseph Ratzinger e company. Parlo, ovviamente, di vita vissuta. Non di parole. Perchè per quanto riguarda le parole, che non costano nulla, anche il buon Joseph dice a volte delle cose giuste.

    Cordialmente
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    21 gennaio 2008 at 6:13 pm

  24. caro lapenna
    come fai a giudicare una riunione a cui non hai partecipato?

    comunque ora la faccenda è ancora più seria.

    per quanto mi riguarda
    i sindaci dell’irpinia d’oriente, a partire da solimine,
    dovrebbero tenersi i rifiuti in casa e non mandarli a difesa grande.
    sarebbe un bel gesto.

    ARMINIO

    21 gennaio 2008 at 6:15 pm

  25. Caro Franco,
    non ho giudicato la conduzione della riunione, di cui comunque ho osservato attentamente il filmato, mal la presenza inopportuna, per me, di personaggi squallidi, che non hanno nulla a che spartire con le problematiche ambientali, ed il problema rifiuti ne è parte integrante, rappresentanti di una politica che non amo o con cui non ho mai voluto averci a che fare. Personaggi che io conosco sicuramente molto bene, ma, alla luce di quanto affermi , ho dubbi per te. Ero assente, per motivi personali di salute, ma presente comunque attraverso persone di fiducia che mi hanno ragguagliato su tutto. A proposito mi firmo lapenna tutto attaccato, dovresti saperlo. Comunque tengo a ribadirti la mia analisi, la riunione non ha detto nulla di nuovo, non ha affermato alcunchè, e servita solo da proscenio a Solimene, il sindaco di Vallata non ha mai contato granchè, quindi la sua presenza per me non ha significanza. Il mattatore della serata è dunque Solimene, il perdente, con rammarico te lo dico, ma sei stato tu.
    Un saluto
    Tonino lapenna

    Tonino Lapenna

    21 gennaio 2008 at 7:09 pm

  26. Ultime notizie alè

    Roma, 21 gen. (Apcom) – L’Udeur lascia la maggioranza e mette fine alla sua esperienza nel centrosinistra: lo annuncia l’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, in una conferenza stampa presso la sede del partito. “Lasciamo la maggioranza – dice l’ex Guardasigilli – ci situiamo al centro, non daremo più il sostegno al Governo”.

    “Ho informato il presidente del Consiglio – precisa Mastella – ma al di là del rapporto umano con Prodi l’esperienza politica è chiusa”.

    A determinare la decisione del suo partito, spiega ancora Mastella, il fatto che di fronte alla “gogna mediatica” alla quale è stato sottoposto “è mancata la piena solidarietà di amici e alleati”.

    Gaetano Calabrese

    21 gennaio 2008 at 7:14 pm

  27. FESTE e RIFIUTI
    Quante mostre a Capodimonte saranno necessarie? Quante ammuine carnascialesche con concerti oceanici a piazza Municipio? Quanti convegni dell’avvocato Marotta e del suo Istituto di studi filosofici sul sempiterno ’99, prima di cancellare dalla mente dei telespettatori di tutto il mondo l’impressione suscitata dalla vista, amplificata dai tg di cinque continenti, di Napoli sopraffatta dai rifiuti?
    A che servono i tantissimi miliardi spesi in tutti questi anni per le “feste” per la “cultura”, quando poi nelle cose più elementari non si riesce a essere una città europea?
    Ma non nascondiamocelo: Napoli è solo un amblema dell?italia: un Paese senza acquedotti né metropolitane, con servizi di trasporto urbano che fanno schifo, periferie degradate, ma che in compenso ha schiere di assessori, e ahimè di intellettuali, con la fregola dell’”immagine”, della “notte bianca”, dell’”estate”, del “festival di qualcosa”, pur di non pensare a ciò che innanzitutto conta.

    ho ritrovato questo vecchio post di Ernesto Galli della Loggia, credo aprile 2006, calzante ancora oggi.
    Ha ragione Franco: il problema rifiuti e Napoli e rifiuti non si risolverà a breve: non facciamoci incantare dalle sirene mediatiche

    complimenti a Gaetano per la tempestività: conviene informarsi sul Blog della Comunità più che su Ansa

    angelo verderosa

    21 gennaio 2008 at 7:58 pm

  28. caro fumagallo, ti ringrazio vivamente per la gentilezza che hai avuto di scrivermi così diffusamente. nel contenuto vorrei solo notare che oggi troppa gente pensa di essere esperta di dio e di cristo, ma nega che questa competenza possa appartenere guarda caso proprio alla chiesa e ai suoi ministri. io lo trovo almeno paradossale

    sergio gioia

    21 gennaio 2008 at 10:10 pm

  29. Caro Gioia,

    ovviamente in questo dibattito sui rifiuti non ci possiamo dilungare su altre questioni. Perciò rimandiamo il dibattito chiesa e tutto il resto ad un’ altra occasione sul blog della Comunità.
    Nel ringraziarti per aver interloquito con me, ti ricordo una breve ma secca preghiera di quel Tale: “Signore ti ringrazio perchè hai rivelato questo ai semplici e lo hai nascosto ai sapienti”. Dunque la vita e la sua conoscenza è appannaggio dei “semplici”. Alla casta (sacerdoti, politici, intellettuali e quant’altro) la vita e la sua conoscenza è preclusa.

    Cordialmente
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    22 gennaio 2008 at 1:05 am

  30. Caro Angelo,

    è dalla tua considerazione che bisogna partire. Quella è la strada da percorrere.

    Vediamoci per cercare di promuovere attività di sensibilizzazione.

    Ti saluto, sto andando ad incontrare i ragazzi di una scuola, Antonio Morgante.

    antonio morgante

    22 gennaio 2008 at 10:55 am

  31. Mi fa piacere che hai notato il mio stato d’animo durante la serata di Bisaccia.
    Sì, è vero che fremevo, avrei voluto prendere la parola più volte, non per esprimere il mio punto di vista,in parte espresso anche da altri, ma per integrare alcune cose giuste che sono state dette, per darne sostegno, conforto, al fine di avere elementi chiari e definiti per un incontro successivo. Mi smontavo subito dopo, quando le cose a torto o a ragione prendevano la piega della rissa. Mi son detto “non è la serata giusta”. La serata meritava ben altra attenzione. In casi del genere si discute con calma, pacatezza ed onestà mentale. La posta in gioco è alta e ci coinvolge tutti, per cui la litigiosità non porta frutti di nessun genere, anzi ci allontana dalla risoluzione del problema.
    Per criticare la classe politica ci sono altri luoghi e poi non credo che questo non avvenga.
    O alcuni credono che è un problema che si risolve senza il loro intervento(dei politici)? Perciò quando si trattano questioni di così vasta portata serve l’aiuto di tutti. Anche di chi ci stà antipatico. Più si è predisposti all’ascolto, più chi stà dall’altra parte si apre e nasce il vero confronto. La “munnezza” ,per usare un termine abusato, è un problema serio, di ieri(piccolo e poco conosciuto), di oggi(immenso) e di domani (che Dio ce la mandi buona). Se non dobbiamo ricorrere ai miracoli per il futuro, è bene rimboccarci le maniche, e come abbiamo detto in altre occasioni, cominciamo a fare le cose possibili e immediate e cioè la raccolta differenziata intelligente così come hai detto tu, come dicono molti altri, come dico anch’io. Nel contempo si porta avanti il discorso ambiente mettendo in moto la macchina del controllo e dell’educazione al rispetto dell’ambiente coinvolgendo, sensibilizzando, spronando tutti i cittadini al rispetto della natura, e chi di competenza,gli amministratori, di mettere a disposizione strutture e risorse.

    Per quando riguarda il mio comune, S.Nicola Baronia, si sta facendo un buon lavoro grazie alla sensibilità di molti cittadini, ma soprattutto all’impegno degli addetti al servizio. Ci sono comunque dei cittadini indisciplinati altrimenti non saremmo al 65,97% come RD. Nelle piccole realtà è più semplice organizzarsi e tenere il territorio sotto controllo, nonostante ciò non bisogna mai abbassare la guardia per tendere al 100%. Oltre alla RD è stato introdotto nel 2004 un indice di buona gestione che esprime in realtà un voto relativo alla gestione rifiuti nei suoi molteplici aspetti tenendo conto di 23 parametri come il recupero di materia, riduzione del quantitativo di rifiuti prodotti, sicurezza dello smaltimento, efficacia del servizio e detto voto è compreso tra 0 e 100. S.Nicola è al 67,97.

    Caro Angelo, questo è il tempo di svolgere azione educativa al rispetto ambientale con tutte le fasce d’età, nelle scuole, nelle piazze, nei bar, nei circoli. Non basta scrivere, bisogna parlare con la gente, soprattutto con i giovani. Angelo, anche questa è cultura.
    La CP deve essere strumento di promozione di amore per l’ambiente che poi si traduce in innamoramento della propria terra come dice Fumagallo. Non dobbiamo prendere forza dall’odio verso certi politici, ma dalla consapevolezza che fare cultura aiuta a formare le coscienze. Non dimentichiamo che l’emergenza finirà, alcune zone saranno penalizzate ( pare che le carte son giocate), gli sviluppi (anche botte, chiacchiere e munnezza), alla fine solo una brutta storia da dimenticare, alcune discariche più piene e qualche inceneritore in più. E i bidoni della spazzatura li rivedremo ancora stracolmi? Se sì non è più colpa della politica ma della coscienza dei cittadini. Ora tutti conoscono il problema spazzatura e annessi. Tutti sanno, i cittadini sanno, i politici sanno, i magistrati sanno, le forze dell’ordine sanno. Chi partirà per prima?
    Con profonda stima
    Antonio Morgante

    antonio morgante

    22 gennaio 2008 at 11:24 am

  32. Soltanto ora mi accorgo di una breve polemica di Tonino Lapenna contro Franco Arminio sulla gestione dell’assemblea sui rifiuti di Bisaccia di sabato 19 gennaio.
    Ma, scusami Lapenna, che polemica è? La gestione dell’assemblea da parte di Franco è stata perfetta. Non solo dal punto di vista dell’informazione e da quello della moderazione del dibattito, ma direi anche dal punto di vista dell’ “egemonia”.
    Contestare “a priori” degli amministratori che contano oggi quanto il due di briscole (non gioco, si dice così?) non ha senso. E non solo per ragioni tattiche (si cerca evidentemente l’unità quando si fanno battaglie di questo tipo, oltre al fatto che tutti hanno diritto di parola), ma strategiche. I sindaci di piccoli comuni e i presidenti di comunità montane non sono oggi avversari su cui sparare qualsiasi cosa. Ho definito la critica a quest’ultimi, già altre volte, “sparare sulla croce rossa”. C’è un’istituzione su cui sparare di tutto, ma davvero di tutto tanto è devastante la sua esistenza, ed è la Regione (vedre, chi vuole, altri miei interventi su questo blog). Nessun movimento e nessuna persona (fatte sempre salve le responsabilità che sono ovviamente diverse da un sindaco a un cittadino) può oggi nascondersi dietro la protesta, fosse pure quella più sacrosanta. C’è in Italia (non ne parliamno nel Sud d’Italia) una crisi paurosa delle istituzioni, massacrate innanzitutto dalla storia che è cambiata da tempo. Non intervenire su questa crisi e non proporre soluzioni è non soltanto grave perchè espone ad essere, nella migliore delle ipotesi, l’altra faccia della medaglia di un sindaco o di un presidente della comunità montana, ma perdente perchè senza futuro.
    Ricordo inoltre che le firme della petizione, lanciata da Franco, sono state in gran parte raccolte da lui con giri “paesologici” a cui ormai ci ha abituato e di cui gli siamo sempre grati.

    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    22 gennaio 2008 at 12:34 pm

  33. Caro Michele,
    Non so quale polemica tu intraveda, per quello che mi riguarda, io non penso di essere in polemica con nessuno dei comunitari, se poi altri sono convinti di questo no so che fare. Penso inoltre che Franco non abbia bisogno di alcun avvocato d’ufficio. Se io e lui dovessimo avere qualcosa da dirci di importante, prenderemmo il telefono e ci chiariremmo, ambedue non abbiamo problemi per non farlo.
    Mi stai deludendo, il volere prendere i discorsi dalla lontana sono tipici di certi atteggiamenti culturali o cultural politici che oggi non dicono nulla di nuovo e non portano come altri modi di porsi ad alcunchè. La crisi istituzionale generalizzata è anche il frutto di scelte politiche sbagliate, che non partono solo dall’alto, ma anche dal basso, e di comportamenti indegni. La Nazione tutta è marcia, ed il risanamento parte dal basso, anche dalla pulizia dei piccoli vassalli della politica, sono i più pericolosi e viscidi, sono le fondamenta marce su cui si basa tutto il sostegno di una certa politica. Da te mi sarei aspettato ben altri toni. Sappi comunque che non ho intenzione di polemizzare con te, rispetto la tua esperienza. Ti prego solo di leggere i miei scritti con molta attenzione, sono lo sfogo di un cittadino pulito, che può a ragione definirsi fuori da ogni sospetto. Mi augurerei per tutti atteggiamenti eticamente, moralmente corretti come i miei. Lo dico con presunzione, ma sono uno dei pochi che può sempre camminare a testa alta in ogni contesto, uno che ha sempre il coraggio delle proprie idee, giuste o sbagliate che siano.
    Un caro saluto
    Tonino Lapenna

    Tonino Lapenna

    22 gennaio 2008 at 1:33 pm

  34. A sostegno del mio ultimo commento e per fare ulteriore chiarezza sulla mia posizione, aggiungo quanto segue. Non mi piace il fatto che qualcuno pensa di vedere atteggiamenti miei di polemica, con quelli che ormai considero miei amici.
    Sostengo da 35 anni alcuni movimenti ambientalisti, anzi questo è il trentaseiesimo, nazionali ed internazionali, è sono da sempre abituato ad una analisi tecnico scientifica delle problematiche connesse all’ambiente. Per vocazione e passione penso di essermi formato una forte coscienza ecologica, che viene dal continuo studio di tutto ciò che abbraccia queste tematiche. Sono abituato a guardare ai problemi ed alle soluzioni, con una ottica diversa da quella di questo ambientalismo di tipo unicamente politico, quello del no ad oltranza alle discariche. Questa potrebbe essere una delle motivazioni che mi vede un po’ distante da certe posizioni di carattere , per me unicamente politico, che contesto e continuo a non voler capire o per meglio dire accettare. E’ una questione di formazione culturale. Odio gli assembramenti e le assemble, in nome di impegni su problematiche poco conosciute, odio il presenzialismo politico, odio gli arrivisti del’ultima ora. Amo i confronti civili, dove si può dare informazione e strumenti di educazione, atti a formare vere coscienze ecologiche. Odio il puzzo , più di quello delle discariche, che si porta la politica o perlomeno un certo tipo di politica. Provo sdegno per le persone di cultura che si prestano, inconsciamente o no, a questi giochi.
    di nuovo un caro saluto
    Tonino Lapenna

    Tonino Lapenna

    22 gennaio 2008 at 2:17 pm

  35. caro fumagallo, grazie ancora per la contro risposta, ma il tuo argomentare dogmatico mi preclude ogni possibilità di replica

    sergio gioia

    22 gennaio 2008 at 8:35 pm

  36. caro Sergio,
    mi piace la tua secchezza replicatoria…
    sei nel pieno spirito della comunità provvisoria
    già a Carpignano ho avuto questa questa impressione e il fatto che a te quella serata è piaciuta me lo conferma ancora di più
    non mancare quindi ai prossimi eventi, alle giornate comunitarie, così conoscerai
    Fumagallo e capirai che non è un dogm atico ma un dogm amico
    sei a Napoli, ma aiutaci a difendere l’Irpinia, con Gioia
    a.v.

    comunitaprovvisoria

    22 gennaio 2008 at 8:45 pm

  37. grazie angelo, non mancherò

    sergio gioia

    23 gennaio 2008 at 11:13 pm

  38. In riferimento a quanto affermato in varie trasmissioni televisive e su vari quotidiani dal prof. Giovanni de’ Medici, riguardo i siti di stoccaggio dei rifiuti quali Vallesaccarda, Vallata, Lacedonia, Bisaccia ed Andretta, si precisa che lo stesso ha agito autonomamente in quanto non ha ricevuto incarico professionale da alcuna istituzione: Regione, Provincia, Comune, Commissariato, etc. Lo stesso ha indicato, su tutta la Regione Campania, solo quattro siti che ricadono esclusivamente nell’Alta Baronia e nell’Alta Irpinia, dove sono presenti, a suo dire, situazioni territoriali ideali per poter creare mega- discariche.
    Lo stesso ha fornito una visione discriminatoria di queste aree definendole marginali, arretrate, senza alcun valore agrario e prive di popolazione. Tale visione oltremodo offensiva per l’Irpinia e soprattutto per la popolazione ivi residente è maturata nell’Assise di Marigliano che fa capo all’avvocato Marotta.
    Il Formicoso è un territorio dove sono presenti tante aziende agricole e zootecniche che forniscono prodotti di qualità, specialmente in campo, caseario famosi a livello nazionale. Quasi tutte queste aziende hanno usufruito di finanziamenti con fondi europei e quanto pensato dal professore in questione, se preso in considerazione, sarebbe una sciagura per l’economia del territorio.
    Sempre il prof. De Medici ha affermato che il sito in questione (il Formicoso) è già interessato dagli impianti eolici e pertanto la creazione di una mega-discarica non avrebbe comportato alcun problema al territorio.
    Quindi si ha da parte di questo signore una visione di asservimento dal punto di vista ambientale, energetico e dei rifiuti dei territori irpini alle necessità di Napoli e delle aree costiere.
    Stranamente qualche “buontempone” non ha ancora pensato ad una deportazione della popolazione di quelle zone pensando così di creare una sorta di lago d’Aral campano e prevedendo oltre agli impianti eolici, e a qualche megadiscarica anche un bel inceneritore.
    La città di Napoli e la fascia costiera già beneficiano dell’acqua irpinia per far fronte al proprio fabbisogno idrico e quindi si cerca di continuare in questa politica di colonialismo territoriale.
    Inoltre le disposizioni normative regionali hanno, nel campo dell’eolico, preservato totalmente le fasce costiere da questa impiantistica in quanto ne avrebbe deturpato il paesaggio mentre in Irpinia vi è stata una palificazione eolica selvaggia che la porta a produrre il 30% dell’energia del vento in Italia.
    Per quanto riguarda i rifiuti bisogna agire nell’ottica della provincializzazione e quindi ogni provincia deve risolvere la questione autonomamente implementando la raccolta differenziata spinta che deve essere imposta ai cittadini in maniera rapida e combattendo nel contempo le infiltrazioni criminali in questo settore.
    Ovviamente gli intellettuali borghesi dell’Assise di Marigliano dovrebbero insegnare ai cittadini napoletani come si fa la raccolta differenziata e chiedere ai politici ed agli amministratori del mancato “Rinascimento napoletano” di farsi da parte perché l’emergenza rifiuti ha portato all’implosione di un ceto politico ormai usurato.
    Non bisogna dimenticare che l’Irpinia ha già dato e tanto per fronteggiare il problema rifiuti, infatti la discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino per anni è stato lo sversatoio regionale, dove Napoli e zone limitrofe venivano a scaricare i propri rifiuti.
    La Provincia di Avellino sta operando nell’ottica del raggiungimento dell’autonomia provinciale nel campo dei rifiuti ed in tal senso il Consiglio Provinciale ha deliberato. Il territorio provinciale è aperto a forme di solidarietà con altri territori (vedi il CdR di Pianodardine) ma respinge fortemente imposizioni illogiche ed offensive da parte di chi non ha fatto niente e non fa niente per alleggerire la problematica dei rifiuti. Le istituzioni napoletane ed i napoletani stessi devono capire che per uscire dalla crisi rifiuti devono operare una revisione dei propri comportamenti e delle proprie abitudini in questo campo facendo partire –soprattutto- il sistema della raccolta differenziata.
    La zona costiera della Campania non può risolvere il problema pensando di portare la propria spazzatura nella terra dei “cafoni irpini” e facendo così diventare le terre d’Irpinia sempre più “terre dell’osso”.

    Avellino, lì 18 gennaio 2008
    Erminio D’Addesa

    Tel. Fax.: 0825 792432 –
    Tel.: 0825 790274 – 0827 91245
    Cell. : 320 4399701

    erminio d'addesa

    25 gennaio 2008 at 2:03 pm

  39. cliccate sul link seguente per accedere sul video delleIENE a Napoli
    è diretto ed esplicito, ecco perchè le discariche non basteranno mai

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/26/337/

    comunitaprovvisoria

    26 gennaio 2008 at 2:22 pm

  40. caro Angelo, leggo con piacere queste note… mi ricordano, non senza nostalgia, tanti analoghi dibattiti sul futuro della nostra Irpinia all’indomani del terremoto. allora credevo cose diverse, come il pensare che l’entropia fosse la chiave della felicità. oggi credo il contrario. oggi, ad esempio, penso che la fortuna delle Terre “distanti” stia proprio nelle loro “distanza”. che è nemica dell’entropia e, quindi, amica della felicità. altrove la contrapposizione tra mente e corpo è una superata questione occidentale. altrove l’asfalto, sempre meno importante, manifesta le tracce di recenti interramenti di fibre piuttosto che quelle, untuose, del percolato d’immondizie in trasferta. altrove è la mente ad avere la meglio; da noi, come sempre, è ancora il corpo: la fatica, la fame, la camorra. ed ora l’immondizia. altrove sono stati installati cassonetti a scomparsa (isole ecologiche) nei quali è possibile immettere previa introduzione di una tessera magnetica personalizzata: la macchina pesa il sacchetto e questo dato viene memorizzato in modo da poter tassare ciascuno in base a quanto introdotto. altrove l’immondizia è una risorsa e non un problema. una volta si credeva che il governo locale fosse la soluzione, perché meglio di tutti conosce il territorio e le sue esigenze. ma l’autonomia ed il decentramento vanno bene per la mente, non per il corpo. se il governo locale fallisce bisogna sostituire l’autonomia con un sistema surrogatorio centrale che, con il commissariamento, imponga la sostituzione dell’intero governo locale e non solo del ramo inefficiente, il quale deve essere personalmente gravato di personali responsabilità. la personalizzazione delle responsabilità sta alla base del successo delle imprese private ed è quello che manca nell’amministrazione della cosa pubblica. il che rimanda ai problemi del giusto processo e della certezza della pena che, in Italia, forse proprio per questi motivi non si risolve. credo che la questione della munnezza debba essere vista, per fare un parallelo con la medicina, come l’eccesso di colesterolo nel sangue: il problema è grave se trascurato, ma può risolversi agevolmente con ormai BANALI terapie. del resto così fan tutti. alcuni sono facili, come dieta e statine (nel nostro caso leggi: ciclo integrato dei rifiuti) altri sono più difficili e riguardano la modifica del proprio stile di vita (nel nostro caso leggi: lotta all’iperconsumismo programmatico). l’unica follia è non fare niente, incluso il non cambiare medico!

    giulio bruno

    28 gennaio 2008 at 11:23 am

  41. Accetto volentieri la tua provocazione secondo cui mi starei disinteressando della situazione in Campania forte della mia distanza, della mia nuova residenza nel “giardino” di Roma. Una notazione iniziale: la situazione rifiuti nel Lazio è vicina al collasso, ma questa è un’altra storia e semmai ne parleremo un’latra vota….

    Come vivo io quotidianamente a Roma l’emergenza rifiuti, da giornalista e cittadino campano? Con tre sentimenti essenzialmente: vergogna, inadeguatezza e disillusione.
    Vergogna innanzitutto perché è inevitabile essere addidati un po’ da tutti, persone intelligenti e meno, come dei veri e propri incapaci, come dispensatori nazionali di immondizia, come untori universali di rivolte popolari, che da Pianura per motivazioni annesse e connesse si sono allargate a Puglia, Sardegna e chissà dove ancora. E voglio precisare che le critiche naturalmente arrivano da tutte le latitudini non certo solo da Roma, visto che nella capitale lavora gente proveniente un po’ da tutta Italia. I più disponibili esordiscono in modo onesto e dialogante con un “Ma come è potuto succedere, come siete arrivati a tanto?”. E siccome io non sono certo un dio sceso in terra, mi arrampico raccontando le cose più varie e facendo riferimento agli scritti di Saviano, alle cose dirette che so su Ariano, ma in generale mi accorgo di quanto insoddisfatto resti il mio uditorio e di quanto insoddisfatto resti io alla fine, di tali spiegazioni. E’ difficile, davvero difficile spiegare come si sia arrivati a tanto lungo 15 anni di emergenza continua.

    E qui entra in campo il senso di inadeguatezza. Inadeguatezza delle parole, dei sentimenti, delle immagini, delle comoscenze, di tutto. Sento di essere di quella terra, ma di non appartenerle, di non conoscerla a sufficienza per poter esprimere dei giudizi che lungi dall’essere oggettivi, siano almeno sentiti, veri. Io sono nato in Svizzera e ci sono vissuto praticamente fino a 18 anni, faccio la differenziata da quando portavo i pantoloncini corti, sono cresciuto in un rapporto quasi gioviale con la spazzatura, vista come risorsa in ogni sua forma: dal vetro, al cartone, dalla carta all’alluminio, dal ferro all’organico. Per me è da sempre così e qui in Italia continuo a vivere facendo passi avanti e indietro: a seconda di dove ho vissuto ho trovato sull’argomento regole diverse, una Italia tante repubbliche. A Napoli da studente universitario niente riciclo, a Milano mezzo riciclo, a Legnano(Mi) riciclo completo, a Roma niente riciclo, a Lioni riciclo spinto, ora ritorno a Roma e di nuovo non si riesce a trovare un cassonetto decente dove buttare almeno vetro e plastica. Io sono proprio inadeguato a spiegare lo spirito di questo paese, perché molti suoi comportamenti non li comprendo, non li comprendo nè se si tratta delle mie zone di orgine, nè se si tratta di altre zone.

    Detto ciò però in questo paese vivo ormai stabilemnte da circa 20 anni e quindi non posso essere estraneo a certe logiche, Ed ecco che affiora la disillusione. E qui parto dalle mie terre. Disillusione per una classe politica che ho votato e che non riesce a trovare il modo di andarsene ammettendo il fallimento. Insomma, qui non si tratta di non aver costruito una bretella autostradale, o di non aver abbassato di mezzo punto le tasse, qui stiamo parlando di una delle più grandi tragedie sociali, economiche e sanitarie che abbiano mai colpito la nostra Regione. Che cosa serve ad un politico per poter ammettere serenamente il fallimento e lasciare spazio ad altri, è davvero così difficile. Ma allora, di cosa stiamo parlando, di Politica, o veramente solo e soltanto di affari? Fuori dalla Campania nessuno riesce a capire cosa ci faccia ancora Bassolino al suo posto, non lo capisce nessuno, e io non riesco a dare risposte plausibili neanche a me stesso, perché sono il primo che chiede un suo passo indietro.
    Ma la disillusione non si ferma alla classe politica, c’è anche verso la società civile, che proprio non è riuscita a fare sua concetti banali come riciclaggio e salvaguardia dell’ambiente. Inutile che ce lo nascondiamo, questa sensibilità ecologica non esiste, non si è formata negli anni, a nessun livello, mi dispiace dirlo Angelo: nè al mare e nè in montagna. Sono profondamente deluso e disilluso, del fatto che non ci sia un’adeguata autocritica su questo. Ho intervistato un noto giornalista del Mattino: mi ha detto, è vero, i napoletani ce l’hanno a morte con la classe politica, ma se devono spendere una parola di critica sulle loro incapacità ad accettare un minimo di buone regole ecologiche, non lo fanno. E credo che per una volta lo stesso valga da noi: lo vedevo a Conza negli anni dell’Università, ho cointinuato a vederlo negli anni successivi, e l’ho visto anche a Lioni nell’ultimo anno: sembra sempre che la gente faccia di forza un favore a qualcuno rispettando certe regole, personalmente è un attegiamento che non riesco più a tollerare. Che i cittadini finalmente si rendano conto che davvero certe trasformazioni devono partire dal basso, e voi che state sul territorio e so essere in buona fede, intendo voi della comunità, cercate di rendervi conto che ci sono problemi che prima che urlati ad un politico e ad un blog, forse vanno urlati al vicino di casa…

    Continuerò a seguire le vicende naturalmente e spero che il mio ruolo di operatore dell’informazione possa servire a qualcosa. Nel limite delle mie possibilità vorrei tenere alta l’attenzione e cercare di raccontare i fatti dal basso. Quindi conto di contattarvi nei prossimi giorni per sapere dal campo come evolve la situazione.
    Un avviso ai naviganti: De Gennaro è lo stesso del G8, e ha dimostrato di essere spavaldo non solo nell’utilizzo della forza pubblica, ma anche della comunicazione. Una delle vittime più illustre a Genova, con tutto il rispetto dovuto al ragazzo morto, è stata l’informazione. Non fatevi fregare su questo punto e tenete aperti tutti i canali di comunicazione possibile, è l’unica strategia che permette almeno di perdere con l’onore delle armi.

    Un abbraccio fraterno da un irpino in trasferta.

    Giuseppe

    giuseppe cordasco, roma

    28 gennaio 2008 at 8:47 pm


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