COMUNITA' PROVVISORIA

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L’ultima notte

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10 Risposte

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  1. una notte sul tetto dell’ospedale di bisaccia , non per difendere un simulacro di sanità in Altairpinia , ma per tentare di rilanciare una più ampia azione politica che metta al centro per esempio alcune questioni: eolico da contrastare fino a quando potrà facilmente essere gestito dai palazzinari del vento; gestione dei rifiuti capace di generare una effettiva filiera di nuovo lavoro; turismo che si fonda sulle risorse identitarie di questo territorio; strutture sanitarie che ti salvano la vita.

    Grazie ai compagni di tenda : Elda, Fabio, Sergio Gioia, Sergio Pagliarulo, Franco, Michele Citoni e Michele Frascione.

    lucabattista

    24 ottobre 2010 at 12:46 pm

  2. per me è stata una bella notte. un’esperienza del genere produce emozioni durature e avvicina le persone assai di più di quanto accade negli incontri diurni e assembleari. ci siamo detti tante cose, ma mai come in questo caso il tutto era superiore alla somma delle parti, eravamo insieme, non c’era autismo corale….
    dovremmo farne tesoro. nelle foto manca elda perché si era un attimo distesa a dormire, l’alba non è stata bellissima, ma dopo una notte così non è il caso di portare rancore alle nuvole che ci hanno nascosto il sole.
    ovviamente un grazie particolare a michele citoni (e anche al suo assistente michele frascione)
    perché non è stato solo il regista della nottata….
    un abbraccio anche a chi non ha potuto venire. non torneremo sul tetto, ma abbiamo imparata che d’ora in poi avremo cura di dare spazio a esperienze simili a queste. forse sono quel che ci vuole per tenere a bada questo tempo dominato dai camerieri del nulla.

    arminio

    24 ottobre 2010 at 12:48 pm

  3. 10 ore di fila a parlare di cose terze (politica, società, culture…) e di noi (affetti, passioni…); dove è possibile tutto questo oggi se non nella comunità provvisoria in questo lembo di terra così pensoso e intenso?

    sergio gioia

    24 ottobre 2010 at 3:04 pm

  4. Non c’ero, ma c’ero lo stesso…e voi lo sapete! Ha ragione Sergio, dov’è possibile tutto questo se non nella Comunità Provvisoria?…dieci ore di affetti, passioni, politica, società, culture…..un “grande fratello” alla rovescia… straordinario!

    Salvatore D'Angelo

    24 ottobre 2010 at 5:37 pm

  5. potremmo pensare ad altre riunioni notturne, possibilmente in spazi pubblici ma anche presso dimore di amici. chi ha una casa adatta si faccia avanti.

    arminio

    24 ottobre 2010 at 6:20 pm

  6. per me è un mistero il silenzio di alcuni amici

    arminio

    24 ottobre 2010 at 8:45 pm

  7. il litigio paga.
    il 21 ottobre, giorno in cui c’è stato un post polemico il numero di visitatori si è impennato di quasi cinquecento visitatori. il giorno dopo si è tornato al numero usuale del periodo.
    che dire?

    Arminio

    24 ottobre 2010 at 9:06 pm

  8. solo i corpi cercavano di ripararsi dal freddo, le parole no.sono uscite fuori spoglie…come vere zolle.è stata una notte sana.
    @Franco
    non si porta rancore alle nuvole che hanno “sporcato” l’alba,lo si riserva ai cacciatori che l’hanno ferita a fucilate.
    grazie a tutti

    fabio nigro

    25 ottobre 2010 at 8:20 am

  9. la morte del mondo è qualcosa che ormai si tocca con mano, possiamo agitarci quanto ci pare, l’unica vera via è ripensare, ripensarci come parte di un tutto
    molto più importante e grande di noi.
    la notte sul tetto è stato per me un primo tentativo in questo senso, come alcuni incontri della cp.
    vi ringrazio tutti
    e ringrazio franco per averci regalato il suo nuovo libro.

    eldarin

    26 ottobre 2010 at 9:44 am

  10. cara elda
    per me queste tue tre righe sono il manifesto della cp.
    direi che devi farci un post apposito

    Arminio

    26 ottobre 2010 at 10:00 am


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