COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Un colloquio con Wilfing Architettura

Comunità provvisoria,

mi chiamo Salvatore D’Agostino e sono l’autore del blog Wilfing Architettura, ho conosciuto la vostra attività attraverso Franco Armino.

Da qualche tempo vi seguo tramite feed. Con il mio blog sto avviando un approfondimento sugli URBAN BLOG, ovvero, chi utilizza le piattaforme Web per attivare delle azioni culturali e politiche reali nel proprio territorio.

A mio avviso ‘Comunità provvisoria’, con tutte le sue contraddizioni, è un laboratorio interessante nel panorama italiano.

Tramite Franco Arminio e soprattutto Angelo Verderosa, abbiamo deciso di utilizzare alcune pagine del blog per un dialogo – a più voci – sulla vostra esperienza blog/virtuale-Iprinia/reale.

Vi porrò delle domande, in attesa delle vostre risposte attraverso i commenti.

In seguito il dialogo sarà pubblicato integralmente su Wilfing Architettura più una sintesi sulla presS/Tletter.

Ecco la prima domanda:

Il 20 settembre 2007 qualcuno di voi scriveva:  serve un blog.

Un blog è semplicemente una bacheca dove condividere idee, progetti, umori, politiche.

Qual è, se esiste, la differenza tra i dialoghi in rete e quelli reali?

 

Le altre domande:

Seconda domanda : Un colloquio con Wilfing Architettura #2

Terza domanda: Un colloquio con Wilfing Architettura #3

Quarta domanda: Un colloquio con Wilfing Architettura #4
Annunci

Written by wilfingarchitettura

3 novembre 2010 a 6:05 pm

9 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Il dialogo in rete esclude, per la sua natura, “il corpo vivo” dei dialoganti. Vale a dire la parte più importante della comunicazione, quella dei gesti, dei corpi, appunto, della reciproca percezione, che dà forza e movimento alle idee, ai sentimenti, ai concetti che si espongono.
    In più , direi che la funzione del “virtuale” non va nè mitizzata nè demonizzata. Ma presa per quella che è: un mezzo, un sistema che “mette in connessione ” le persone. Di per sè, è neutro. E’ l’uso che se ne fa a caratterizzarlo. In positivo o in negativo.
    Inoltre, in quanto tale – cioè in quanto mezzo che “connette” le persone- è un formidabile strumento di “potenziali accensioni”. Basta non esagerare, distorcendone il valore.

    Salvatore D'Angelo

    3 novembre 2010 at 7:52 pm

  2. i dialoghi in rete servono per essere in contatto costante, per poter in tempo reale esprimere pareri e contrapposizioni o condivisioni,far intervenire nelle discussioni chi non frequenta normalmente la comunità. i colloqui reali invece sono momenti di conoscenza, di approfondimento anche caratteriale, momenti che servono a consolidare una unione, una idea, una decisione.

    giovanniventre

    3 novembre 2010 at 8:00 pm

  3. in rete è più facile litigare. a parte questo, ci sono dialoghi utili e inutili, sia in rete che nella realtà…

    Arminio

    3 novembre 2010 at 8:43 pm

  4. Che nei dialoghi in rete uno fa un domanda del genere…
    p.s. dài, scherzo…

    paolo

    3 novembre 2010 at 8:52 pm

  5. sui blog, in genere, si finisce per coltivare la propria personalità; nel senso che ci si mette in mostra scrivendo e si è gratificati quando gli altri leggono e commentano; si gioca a fare i disc-jockei e un pò i giornalisti; si fanno missaggi col copia e incolla, si autoproduce informazione; facebook cresce su questo stimolo, su questa possibilità offerta ad una moltitudine di singoli a zero costi. molti scrivono, pochi leggono; tutti però siamo convinti di saper scrivere e pensiamo che agli altri piace leggere quello che scriviamo.
    in questa fase, a mio avviso, il dialogo on line è prematuro e l’andamento di questo blog -soprattutto nell’ultimo anno- ne è la dimostrazione.
    chi scrive un ‘post’ vorrebbe commenti ‘allineati’; chi non si allinea subisce aggressioni da un gruppo dominante o finisce in spam. il che è ammissibile per un blog di un single ma non in un blog collettivo.
    ecco allora le ‘regole’ e l’esigenza di una ‘redazione’; ma ha senso una redazione in un blog autoprodotto da una collettività di persone ? ognuno mette quello che gli pare, è questa la forza e la novità di questo strumento.
    nei dialoghi in rete, allo stesso modo, si scrive per farsi leggere … il ‘commento’ si dilata e diventa ‘post’; si finge di dialogare per scrivere, per mostrare la propria capacità di scrivere…
    non si è veri fino in fondo, diciamocelo, altrimenti non si spiegherebbe perchè le stesse persone, da vicino riescono a farsi capire con un linguaggio immediato, qui sul blog usano valzer di frasi costruendo sequele noiose e professorali.
    Insomma, almeno in questo periodo, varrebbe la regola di non dialogare a vanvera; sorgono incomprensioni; ci sono blogger che iniziano a commentare poi fanno autopropaganda… ritorna il culto della personalità ma virtuale.
    meglio telefonarsi per chiarirsi; ancora meglio incontrarsi.

    verderosa

    3 novembre 2010 at 9:30 pm

  6. la rete dà la sensazione che possiamo essere avvistati, ma quelli che dovrebbero avvistarci stanno a loro volta aspettando di essere avvistati.

    Arminio

    3 novembre 2010 at 9:43 pm

  7. io cerco di essere lo stesso sul blog e dal vivo, ma se mi accorgo che la persona che ho di fronte è diversa dal vivo, allora smetto di cercarlo sul blog e al limite ci parlo solo di persona

    sergio gioia

    3 novembre 2010 at 11:27 pm

  8. sperando di non andare in spam, come ormai mi succede da due mesi…

    la differenza tra il dialogo “reale” e quello “virtuale” non c’è, di questi tempi mi pare che il primo si sia adeguato al secondo. se è vero che la rete è una grande occasione di attraversamenti e di confronto su temi che ci interessano, è anche vero che abbiamo demandato ad essa ogni forma di dibattito e di comunicazione. forse sarebbe bene fare un passo indietro, o, forse, dovremmo semplicemente trovare la forza di essere meno politically correct e più esposti, più “veri”.
    tant’è
    e.m.

    eldarin

    4 novembre 2010 at 10:32 am

  9. Aspettiamo di leggere “tutte le contraddizioni” di cui parla l’autore del blog Wilfing Architettura.

    mario perrotta

    mario perrotta

    5 novembre 2010 at 7:52 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: