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Lettera aperta al signor Ciriello

E’ evidente che il signor Ciriello, europeo irpino con la mente a Berlino non abbia capito nulla di quanto accade in Irpinia, che seppur europea a tutti gli effetti è distante anni luce dalla sua magnifica Berlino. I muri di cui parla sono stati abbattuti in diretta TV , in Irpinia i tanti cervelli europeisti, predicatori di aperture verso l’Europa ed il mondo hanno invece pensato a cullare solo i propri interessi in nome di una civiltà dimentica delle origini contadine. E’ indubbio che non si possa immaginare un ritorno alla civiltà contadina ma affacciarsi a guardare i sacrifici fatti dai nostri padri e dai nostri nonni non è affatto una cosa anti europeista. Il legame con la terra è per la nostra Irpinia cosa imprescindibile, negarlo vuol dire essere fuori dal mondo. L’analisi superficiale fatta da Cirillo dimostra ancora una volta il perché l’Irpinia è oggi quella che vediamo. Cirillo crede di essere il conservatore di tutte le verità, proprio come i politici o politicanti che fino ad oggi hanno governato la nostra terra negando anch’essi l’appartenenza ad un mondo contadino, un mondo vero, fatto di fatti, di lavoro di sacrificio, cercando un oasi inesistente, una apertura verso quell’Europa industrializzata che è improponibile in questi territori come dimostra ampiamente la storia degli ultimi anni. Leggi il seguito di questo post »

ANTIFASCISMO _rimosso

nella fornace 'cicoira e luongo' di calitri foto angelo verderosa 1996

Qui c’era un post di michele fumagallo, rimosso per sua volontà

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nella ex-fornace ‘cicoira e luongo’ di calitri – foto angelo verderosa – 1996

Written by micheless

9 settembre 2008 at 3:10 pm

ma il costo della politica coincide in gran parte in Italia con quello delle istituzioni

Caro Franco, // sì, certo, i consiglieri regionali farebbero bene a ridursi lo stipendio del dieci per cento e a devolverlo al bilancio regionale. Ma il problema è che non lo fanno, e non sono i soli a non farlo. Si potrebbero citare, soltanto nella storia degli ultimi 20 anni, numerosissimi esempi di richieste di piccoli sacrifici alla classe amministrativa (attenzione, non classe politica!), tutti disattesi. Allora cosa vuol dire, che sono tutti corrotti, insensibili, egoisti, rincoglioniti e chi più ne ha più ne metta? No, caro Franco, le cose purtroppo non stanno così, voglio dire che non sono così semplici. Certo, c’è una esagerazione tutta italiana su stipendi, benefit, eccetera riguardante il ceto cosiddetto politico. Guadagnano troppo e producono poco, questo é sicuro. Ma al punto in cui sono arrivate le cose, e dopo infinite richieste di piccoli sacrifici mai esaudite, occorre chiedersi il perchè accade questo se non si vuole cadere nella protesta banale e nella reazionaria richiesta di capri espiatori o di sfoghi popolari (il sud è maestro nella protesta che precede la rassegnazione). // Io credo che dobbiamo interrogarci sulla validità e funzione delle istituzioni in cui è diviso lo stato italiano. Scopriremo qualcosa di veramente scandaloso, una piovra che mangia danaro in modo impressionante, altro che riduzione di uno stipendio del dieci per cento! E soprattutto una piovra che sta lì a impedire un nuovo sviluppo e un nuovo progresso della società italiana a dispetto dei proclami contrari. // Oggi lo stato italiano, che dovrebbe attrezzarsi a “chiudere” in prospettiva della costruzione (già in ritardo sui tempi della storia) del nuovo stato (federale magari, d’accordo) europeo, è diviso in stato centrale, regioni, province, comunità montane, circoscrizioni nelle città, comuni. Tralascio i numerosissimi Enti su cui occorrerebbe fare un altro discorso. Che c’entra tutto questo con le prospettive future del nuovo stato europeo? Vogliamo scendere nei particolari? Bene. // Che c’entrano le regioni (venti!) nella prospettiva del nuovo stato europeo? E’ ovvio che in quella prospettiva è l’Italia ad assurgere al ruolo di Regione (che, si badi bene, è un’istituzione giusta, punto intermedio tra Stato Nazionale e Comuni), che cazzo c’entra la Campania o la Lombardia?
Vogliamo proseguire, anche a prescindere (ma non si può, ovviamente) dalla costruzione del nuovo stato europeo? Bene, prendiamo un’istituzione fondamentale come il Comune. Che c’entra, semplicemente con la modernità, un’aggregazione o paese di cento, mille, diecimila e anche trentamila abitanti con un Comune moderno all’altezza dei bisogni di una collettività fatta di uomini-macchine che si spostano continuamente, che hanno altri bisogni dal vecchio comune isolato di cinquanta o cento anni fa? E ancora: che significato hanno le Comunità Montane su cui è stato detto tanto e non aggiungo altro solo per non sparare sulla croce rossa? E le Province, che sarebbero tranquillamente eliminate se si ragionasse in termini di Nuovi Municipi che naturalmente non possono avere, se vogliono programmare all’altezza della storia del nostro tempo, meno di ottanta/ centomila abitanti? Semplifico, rimandando il discorso a un’altra volta. L’Italia dovrebbe essere divisa così: 400 / 500 Comuni (decentrati nello stile dei Municipi della città di Roma nelle grandi città, aggregazioni dei vecchi comuni per territorio in tutti gli altri numerosissimi casi) raccordati da una Regione forte che è l’Italia, nel frattempo ridimensionata come stato nazionale in favore del nuovo stato europeo che prende la funzione e i poteri (forti!) degli stati nazionali. // Ecco, questa è la battaglia contro il costo della politica, non ce n’è un’altra. Tutte le altre hanno fallito perchè si sono “sottomesse” a chiedere piccole cose e hanno ricevuto, ben gli stà ho la tentazione di dire, pesci in faccia. E’ solo la battaglia per la riforma radicale delle istituzioni che può portare anche a piccole vittorie sulla diminuzione degli stipendi. Chi si “sottomette” al ceto politico può solo avere risposte simili a quelle della regione Campania.
Con affetto,   Michele Fumagallo   3.1.2008

Written by comunitaprovvisoria

1 gennaio 2008 at 11:05 pm

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