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Written by A_ve

1 dicembre 2010 at 7:30 PM

Riconversione? Diario di un visionario realista

Riconversione? Diario di un visionario realista _ di AMEDEO TREZZA (*)

Da qualche tempo ormai ho lanciato una scommessa a me stesso e chi mi sta vicino: quella di preparare e attuare una micro-riconversione sociale, lasciando la città, con tutti i suoi modelli di sviluppo, e puntando sulla terra meridionale di provincia. E così, dopo aver vissuto 30 anni a Napoli ho deciso di cambiare. 5 anni fa acquistai un piccolo pezzo di terra in Cilento (zona che già conoscevo e frequentavo da turista) e pian piano ho deciso di rimettere a posto il terreno e il rudere annesso. E così, vendendo in accordo coi miei genitori la casetta di villeggiatura a pochi chilometri dal terreno e mettendoci tanti soldi di mio, tempo ed energie, ho ristrutturato il rudere ridonando splendore al casalino ed ho cominciato a risistemare il terreno, che solo ora sta cominciando ad entrare in produzione. Poi ho deciso di trasferirmi e al lavoro ho atteso due anni le liste di trasferimento. Finalmente da un anno vivo in Cilento nel casalino e lavoro a pochi chilometri da casa. Purtroppo non posso ancora lasciare il lavoro di provenienza poiché ho bisogno di un sostegno economico fino a quando più o meno non riuscirò a camminare sulle mie gambe mettendo a frutto le potenzialità del luogo: agricoltura, animali ed eco-turismo. A breve costituirò un b&b in modo tale da cominciare ad ospitare viaggiatori, proprio nel casalino in pietra ristrutturato in maniera eco-sostenibile/compatibile utilizzando materiali naturali e conservando la memoria storica del sito.

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da monia gaita

“Il mio paése” / di  Monia Gaita

E’ circondato il mio paése da una coróna incalcolàbile di vènti crepitanti,

una coróna di spine, un còrpo armato di stélle,

un àmpio indìzio di córse di cinghiali

che impóngono tributi di paura imprecisàbile a campagne

dóve i falchétti segnalano il confine tra l’incantésimo di fichi néri e bianchi

e  fùlmini che incartano partènze.

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Written by comunitariamente123

25 novembre 2010 at 1:24 PM

Pubblicato su AUTORI

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Un colloquio con Wilfing Architettura #2

Comunità Provvisoria,

Per Rebecca Solnit* una città è tale fin quando i suoi abitanti, qualunque cosa facciano e qualunque sia il loro reddito, possono ancora incontrarsi “casualmente” per strada. La strada era ed è la chiave della democrazia.

Che cos’è la strada nei vostri paesi?

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Written by wilfingarchitettura

5 novembre 2010 at 12:08 PM

il paese ripopolato da internet

Tra le montagne la favola di Àlice / il paese ripopolato da Internet

L’Adsl richiama i giovani: “Non ci sentiamo più isolati”. Il Comune s’è impegnato nella tutela delle botteghe tradizionali. La fuga verso la pianura iniziò a metà del ‘900, ora l’inversione di tendenza  

dal nostro inviato PAOLO GRISERI / LaRepubblica.it 6.8.2010

Tra le montagne la favola di Àlice il paese ripopolato da Internet

ÀLICE SUPERIORE (TO) – Àlice ha l’accento sulla a. Perché il suo miracolo non ha nulla a che vedere con le regine di cuori, i cappellai matti e le lepri marzoline. Eppure anche Àlice ha una favola da raccontare. Quella che il vicesindaco, Remo Minellono, riassume così: “Dieci anni fa eravamo 620 e oggi siamo diventati 713”. Non è un problema di numeri ma di persone: “Siamo riusciti ad aumentare la popolazione residente e, mi creda, in montagna non è facile”. Nel mondo capovolto di Àlice sono i trentenni a tornare nelle frazioni abbandonate durante la grande fuga del secolo scorso verso la città: “Il vero miracolo – dice Remo Minellono – lo ha fatto Internet. Da quando abbiamo convinto la Telecom a portare qui l’Adsl, diverse famiglie di professionisti hanno scelto di prendere la residenza”.

Paolo ha 34 anni, due figli di 9 e 5, e gestisce la trattoria “l’Furnel”, il fornello, lungo la strada che è anche il cuore del paese. Da dieci anni Paolo vive qui ad Àlice, comune di mezza montagna (650 metri) all’inizio della Valchiusella, 15 chilometri da Ivrea e 60 da Torino. Paolo e la sua compagna sono i pionieri di una nuova generazione di giovani italiani, quelli che scelgono di Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

7 agosto 2010 at 6:05 PM

EDOARDO E LA VITA

Caro Angelo ti invio questo scritto e ti invito a pubblicarlo sul blog, riguarda la scelta di Edoardo Spagnuolo di andare a  vivere a Castelvetere sul Calore … Un giorno dobbiamo organizzare un incontro comunitario in questo paese per porgere omaggio all’ amico Spagnuolo e al luogo che merita veramente di essere abitato.  Ciao, Giovanni

Edoardo Spagnuolo è un professore di matematica con il pallino della ricerca storica, una sorta di dentista in cerca delle carie più profonde che insidiano il nostro vivere. Edoardo è persona colta e squisita, educata e rispettosa, Edoardo è l’irpino che tutti vorremo come amico. Ieri sera, da lui invitato, e con vero piacere, sono stato a Castelvetere, in quel vecchio borgo quasi abbandonato dai residenti di cui lui è ora uno degli abitanti guardiani. Edoardo Spagnuolo, ha deciso di andare a vivere a Castelvetere, nel vecchio Leggi il seguito di questo post »

Written by A_ve

3 giugno 2010 at 8:17 am

IL SILENZIO DEL PAESE

 

di franco arminio

Oggi sentivo il silenzio del paese,

veniva dalle faine sparite,

dai ragni che hanno perso

le loro tele,

dai topi avviliti dentro le cantine

vuote,

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Written by Arminio

9 novembre 2008 at 11:32 PM

Pubblicato su Franco Arminio _

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ANDRETTA, UNA SERA…

rocca san felice e la valle de fredane
foto angelo verderosa 2004

   Andretta, notte fonda. “BIUTIFUL CAUNTRI”, il film-documento sulla questione dei rifiuti in Campania, è terminato. Si discute un po’ del problema con l’autore dell’opera (uno degli autori), gli amici ambientalisti, il parroco della chiesa cattolica, il pubblico. Poi a notte fonda si va via non prima di aver consumato le ultime discussioni nei capannelli che si formano in sala e fuori.

Non so quante volte sono stato in questo paese, da quando (mille anni fà) l’ansia di fuggire si placò all’improvviso, dopo un breve soggiorno nella grande città, e subentrò, come patto solenne con me stesso, un’altra visione delle cose. Fughe non ce ne sarebbero state mai più. Ci sarebbero stati viaggi, scambi, ma la fuga, col suo bagaglio metaforico nevrotico, era terminata. Il paese (un altro), e il suo territorio, non erano più luoghi da cui andar via, ma luoghi da vivere, comunque.

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Written by micheless

4 settembre 2008 at 11:21 PM

vento forte a BISACCIA

l’anno scorso ho presentato per la prima volta un  mio libro nel mio paese. quest’anno faccio il bis, ma l’evento mi causa sempre non poco turbamento.  /   l’appuntamento è per domani 13 agosto alle 18.00 nel cinema romuleo (nella piazza del paese antico). /  con me ci sarà andrea di consoli e spero qualche amico della comunità.

p.s. / oggi mi è arrivata notizia che un piccolo paese dell’abbruzzo mi ha conferito un premio per il libro.  /  il paese si chiama pereto. non so se ci sarà mai un paese irpino che conferisce un premio ad arminio

Written by comunitaprovvisoria

12 agosto 2008 at 2:29 PM

E Dizzy che inseguì la vita…

“Antonio come stai? Tutto bene carissimo, sono appena tornato dall’Afghanistan…..”

“ue ciamma verè!”

“ vabbuò t’aspetto a casa”

Alla fine mi identifico sempre nei pochi luoghi che sento familiari, come le case degli amici di sempre, di quelli che vedi molto raramente. Quasi sempre c’è un padre o una madre a ricordarti chi sei, da dove vieni, cosa pensi, dove vai…. Leggi il seguito di questo post »

Written by Antonio Romano

15 marzo 2008 at 2:12 am

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