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Fotovoltaico in costruzione sul Formicoso, 14.2.2011

Fotovoltaico in costruzione sul Formicoso, 14.2.2011 _ foto a.ver

nella foto vi è solo una piccola parte, bisogna fare un giro sul Formicoso per capire

Written by A_ve

15 febbraio 2011 at 9:49 am

IL TURISMO DELLE ZONE INTERNE

di GIOVANNI VENTRE / Irpinando / Assoviaggi AV ____   Carissimi amici e lettori del blog, prendendo spunto da quanto è emerso dal bellissimo convegno organizzato da Agostino della Gatta, patron di Irpinia Turismo, al Viva hotel di Avellino, Sabato 12 Febbraio. Devo precisare che è stato un convegno molto ben organizzato e dal quale è emersa ancora una volta, ma non avevo dubbi, la visibile mancanza di idee e la confusione totale di coloro delegati allo sviluppo di una idea di turismo per le zone interne. Si è ancora ancorati solo e soltanto ai cocenti fallimenti del passato. L’assessore al turismo, dott. Raffaele Lanni, si è limitato ad informare la platea che è stato allestito un tavolo istituzionale, e che si stanno preparando dei pacchetti turistici da immettere nel mercato. Mi chiedo, c’era bisogno di istituire un tavolo istituzionale per partorire una simile miseria ??? Ora non voglio sembrare l’accusatore di turno, però voglio sottolineare che il congresso è stato rianimato dagli interventi di imprenditori del settore che certamente hanno dato delle indicazioni molto importanti e che se venissero recepite servirebbero certamente ad affrontare il problema in modo diverso. Il punto è che l’assessore dopo i primi quattro interventi, tra cui il mio, si è scusato ed è andato via perchè aveva altri due convegni … Dal mio punto di vista voglio sottolineare l’intervento del dott. Tartaglia della Stapa Cepica di Avellino, il quale, con estrema chiarezza ha relazionato sull’operato dando dei numeri che denotano una notevole vivacità dell’organismo stesso.

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No agli impianti fotovoltaici a terra!!!

_____ di Agostino Della Gatta

E’ davvero un problema che interessa sempre di più il territorio nazionale.

Venerdì ero in puglia per lavoro e durante il viaggio (tra le province di Taranto, Lecce, Brindisi, Bari ecc.) cominciavano a vedersi più impianti che tendoni dei vigneti. Non avevo macchina fotografica e, purtroppo, pioveva, ma alla prossima cercherò di documentare lo scempio dilagante.

Oggi invece ho trovato questo video molto bello e significativo.

I castelli di sabbia dell’economia da fonti rinnovabili.

La Terza rivoluzione Industriale è quella  che caratterizzerà il tempo che verrà. L’Era dell’Ambiente. Come tutte le rivoluzioni industriali genera economia e benessere . Per questa finalità non può reggersi su incentivi statali e pubblici. E’ quello che è capitato in Italia negli  ultimi anni con gli impianti per la produzione di energia  da fonti rinnovabili. A Roma il 24 gennaio si è svolta una interessante conferenza pubblica promossa dall’associazione Bruno trentin. Un modo per ascoltare le riflessione di chi ricopre ruoli chiave nel sistema economico e di gestione energetica italiano.

Se mancassero i fondi pubblici il sistema economico legato alle rinnovabili crollerebbe. Il settore delle energie rinnovabili si sostiene principalmente sulle sovvenzioni pubbliche, e di conseguenza è interessato da una bolla speculativa che potrebbe esplodere se venissero meno i fondi statali. A lanciare il monito è il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, intervenuto il 24 gennaio alla conferenza pubblica “L’energia per il lavoro sostenibile – La terza rivoluzione industriale”, promossa dall’Associazione Bruno Trentin.

Rischio di bolla speculativa

Massari ha spiegato che “i conti economici di queste imprese senza le provvidenze statali non reggerebbero. Avere investito nell’installazione del pannello o del mulino a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici”.  Ciò comporta “il rischio di una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere” afferma Mussari, in quanto “potrebbe venir meno il finanziamento pubblico” o “qualcuno potrebbe tirare fuori il pannello più efficiente e quello esistente diverrebbe obsoleto”, con effetti sui piani finanziari. Leggi il seguito di questo post »

Written by Luca Battista

26 gennaio 2011 at 10:57 pm

le associazioni ambientaliste e il fotovoltaico a terra

_da Edilportale 23.1.2011 

Dlgs rinnovabili, nuove proposte di modifica dalle associazioni
Greenpeace, Legambiente e WWF: ‘limitare i divieti di installare impianti fotovoltaici alle aree agricole di pregio’

Continua la mobilitazione da parte delle organizzazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili per chiedere al Governo di modificare lo schema di decreto legislativo che riordina la disciplina delle rinnovabili e il sistema egli incentivi.

Rinnovabili, il CdM approva le strategie per la sostenibilità
Nei giorni scorsi Greenpeace, Legambiente e WWF – assieme a tre organizzazioni del settore delle rinnovabili – Fondazione sviluppo sostenibile, Kyoto Club e ISES ITALIA, hanno lanciato un nuovo allarme sulle conseguenze negative che lo schema di decreto potrebbe sul settore delle  rinnovabili. Le associazioni hanno, inoltre, proposto una serie di emendamenti (scaricabili a fine testo) finalizzati a migliorare il testo del decreto e a garantire la stabilità del mercato delle rinnovabili, l’efficienza negli incentivi e il perseguimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea per il 2020.
 
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Written by A_ve

23 gennaio 2011 at 1:33 pm

CARLO PETRINI sul fotovoltaico e altro

di CARLO PETRINI / Slow Food Italia   _ 

Visto che in tv i plastici per raccontare i crimini più efferati sembrano diventati irrinunciabili, vorrei allora proporne uno di sicuro interesse: una riproduzione in scala dell’Italia, un’enorme scena del delitto. Le armi sono il cemento di capannoni, centri commerciali, speculazioni edilizie e molti impianti per produrre energia, rinnovabile e non; i moventi sono la stupidità e l’avidità; gli assassini tutti quelli che hanno responsabilità nel dire di sì; i complici coloro che non dicono di no; le vittime infine gli abitanti del nostro Paese, soprattutto quelli di domani.

I dati certi su cui fare affidamento sono pochi, non sempre concordanti per via dei diversi metodi di misurazione utilizzati, ma tutti ci parlano in maniera univoca di un consumo impressionante del territorio italiano. Stiamo compromettendo per sempre un bene comune, perché anche la proprietà privata del terreno non dà automaticamente diritto di poterlo distruggere e sottrarlo così alle generazioni future.

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PETIZIONE PUBBLICA: NO al FOTOVOLTAICO sui TERRENI AGRICOLI

PETIZIONE :  NO al FOTOVOLTAICO sui TERRENI AGRICOLI

   

                                              Al Presidente CALDORO

                                              All’Assessore all’Agricoltura, AMENDOLARA

                                              All’Assessore all’Ambiente, ROMANO

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Written by A_ve

18 gennaio 2011 at 11:15 am

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